OCST, VPOD e SIT contro il Preventivo 2027 e l’adeguamento salariale dello 0,25% deciso dal Governo: “Non è un privilegio, ma una questione di equità”

BELLINZONA – Recuperare il carovita perso negli ultimi anni e compensare integralmente il rincaro a partire dal primo gennaio 2027. È quanto chiedono OCST, VPOD e SIT con una petizione indirizzata al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. I tre sindacati ribadiscono la propria opposizione al Preventivo cantonale 2027, accusando il Governo di proseguire con una politica di tagli che penalizza i servizi pubblici e le condizioni di lavoro.
Al centro della mobilitazione c’è il mancato pieno riconoscimento del carovita al personale cantonale. Una decisione che, ricordano i sindacati, si ripercuote anche su un’ampia parte del settore parapubblico e sociosanitario, poiché numerose retribuzioni sono legate alla scala salariale del Cantone.
Tra i lavoratori interessati figurano quelli dell’Ente ospedaliero cantonale, delle case anziani, dei Servizi di assistenza e cura a domicilio pubblici, dell’USI, della SUPSI, dell’Orchestra della Svizzera italiana e di numerosi Comuni. I sindacati mettono sul tavolo le cifre. Tra dicembre 2020 e settembre 2026 il rincaro sarebbe aumentato di circa l’8,5%, mentre gli stipendi dei dipendenti interessati sarebbero stati adeguati soltanto del 3%.
Per OCST, VPOD e SIT, l’aumento dello 0,25% annunciato dal Governo per il 2027 è quindi “insufficiente” sia per recuperare il terreno perso negli ultimi anni, sia per compensare l’attuale crescita del costo della vita.
Il divario, secondo i calcoli sindacali, ha conseguenze pesanti: “Per una persona che guadagna 5’000 franchi al mese, la perdita ammonta a circa 3’500 franchi all’anno”. E gli effetti non si limiterebbero alla busta paga immediata. Il mancato adeguamento al rincaro mantiene infatti più basso il salario durante l’intera carriera, riduce la portata degli aumenti successivi e si ripercuote anche sui contributi pensionistici.
“Difendere i salari reali non è un privilegio”
La situazione, sostengono i promotori della petizione, è resa ancora più difficile dall’aumento generalizzato delle spese che gravano sulle economie domestiche. “Con l’incremento dei costi per cassa malati, benzina, energia e affitti, la perdita di potere d’acquisto sta diventando sempre più gravosa”, affermano OCST, VPOD e SIT. “La difesa dei salari reali non è un privilegio, bensì una questione di equità e di rispetto nei confronti di chi garantisce quotidianamente servizi essenziali alla popolazione”.
L’appello a sottoscrivere la petizione non è rivolto soltanto al personale cantonale, parapubblico e sociosanitario, ma anche a tutti i cittadini che ritengono fondamentale valorizzare il lavoro nel servizio pubblico.
A novembre la protesta
Le firme saranno consegnate in occasione della seduta di novembre del Gran Consiglio. La mobilitazione sarà accompagnata da un’azione di protesta in piazza e sui posti di lavoro. Particolare attenzione sarà riservata ai settori nei quali sono già in corso mobilitazioni di categoria. L’obiettivo dichiarato è spingere Governo e Parlamento a modificare il Preventivo 2027, inserendo il recupero del carovita non riconosciuto negli anni precedenti e la compensazione effettiva del rincaro dal prossimo gennaio.