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Diciotto anni di prigione per la ragazza di 22 anni che nel luglio 2011 uccise il padre a coltellate e ferì gravemente la madre a Beringen (SH). Il Tribunale cantonale di Sciaffusa l'ha riconosciuta colpevole di assassinio e tentato assassinio.
La corte ha deciso che la giovane donna dovrà seguire una terapia di tipo ambulatoriale durante l'esecuzione della pena. Una perizia ha stabilito che soffre di un grave disturbo psichico. "Non sono pentita. Al contrario mi sento liberata, dopo le offese subite per anni", ha ha affermato ieri l'accusata, che dopo i fatti aveva confessato di avere avuto da tempo l'intenzione di uccidere il padre.
La pubblica accusa ha richiesto una condanna alla reclusione a vita per assassinio, mentre la difesa si è battuta per una riduzione a dieci anni per omicidio intenzionale. Sia l'accusa che la difesa chiedevano che la pena fosse sospesa in favore di misure terapeutiche stazionarie.
Il fatto di sangue risale alle prime ore del 26 luglio 2011. La giovane donna, che non abitava con la famiglia, si recò con due coltelli nell'appartamento abitato dai genitori e da un fratello e pugnalò il padre 52enne che dormiva su un divano. In seguito assalì anche la madre 51enne, che rimase gravemente ferita. Fu il fratello ad allarmare per telefono i sanitari verso le 4.30.