A una decina di giorni dal fatto di sangue di Daillon (VS), la ministra di giustizia Simonetta Sommaruga richiama i cantoni ai loro doveri di controllo sulle armi. In un'intervista pubblica oggi dal "Blick", la consigliera federale chiede di mettere rapidamente in rete i registri cantonali delle armi, come proposto anche da una Commissione parlamentare.
Sommaruga ha ricordato che due anni fa una votazione popolare ha bocciato l'idea di creare un registro nazionale delle armi. In seguito, Confederazione a Cantoni avevano promesso di rendere più facilmente accessibili i propri registri delle armi. La Confederazione ha mantenuto la promessa: a disposizione di cantoni ed esercito ha messo on line la propria banca dati, dove sono registrati coloro a chi la polizia o l'esercito ha ritirato o rifiutato un arma.
Ma anche "i Cantoni hanno un dovere nei confronti della popolazione", ha sottolineato la ministra nell'intervista al quotidiano. Essi hanno lavorato alacremente per mettere in rete i registri delle armi, ma "evidentemente ciò è più complicato del previsto". L'operazione è però fattibile e "deve essere portata a termine rapidamente", ha concluso Sommaruga.
Anche la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio Nazionale martedì ha chiesto la messa in rete dei registri cantonali delle armi. Se il parlamento accetterà la proposta sarà necessaria una revisione della legge sulle armi, che il Consiglio Federale dovrebbe presentare entro il prossimo l'autunno. La commissione ha inoltre adottato altre mozioni per rafforzare il controllo e prevenire l'uso abusivo di armi militari. Una mozione propone di obbligare la giustizia a comunicare all'esercito i nomi dei militi potenzialmente pericolosi.