Notizie confuse e drammatiche giungono dall'Algeria. Trentacinque ostaggi stranieri detenuti nel sito petrolifero di In Amenas e 15 sequestratori, tra cui uno dei loro leader Abou Al Bara, sarebbero stati uccisi mentre, a bordo di un bus, cercavano di forzare l'assedio delle forze algerine, che nel frattempo hanno attaccato il campo.
Il sito è della britannica BP, che lo sfrutta insieme alla norvegese Sataoil e all'algerina Sonatrach.
Secondo l'agenzia di stampa algerina, APS, 600 lavoratori algerini che erano detenuti in ostaggio sono stati rilasciati. La Ue condanna la presa di ostaggi, che è una risposta all'intervento francese in Mali: lo ha detto l'alto rappresentante Ue della politica estera, Catherine Ashton, al termine del consiglio straordinario dedicato alla crisi del Paese.
"In Algeria la situazione è drammatica", ha detto il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, spiegando che le informazioni che arrivano dal Paese "sono ancora contraddittorie".