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Scandalo lasagne: Svizzera al sicuro
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Mentre l'Europa sembra tergiversare sul cosiddetto "scandalo delle lasagne" che al posto della dichiarata carne di manzo contengono carne equina, la Svizzera procede ad analisi a livello federale e cantonale, ma per il momento non sussiste alcun rischio, fa sapere Berna. Intanto Coop per precauzione ritira un prodotto dagli scaffali. Il problema non è tanto di salute pubblica quanto di frode alimentare.

Stando alle conoscenze attuali la Svizzera non è colpita dallo scandalo: lo assicura l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Se anche sul mercato elvetico fosse giunta merce alimentare contraffatta le autorità sarebbero state attivamente informate dall'Unione europea, grazie al suo rapido sistema di allerta, si legge in una presa di posizione dell'UFSP sollecitata dall'ats.

La Coop ha deciso comunque di ritirare dagli scaffali le lasagne verdi alla bolognese surgelate della linea "Qualité & Prix" - prodotte dalla francese Comigel al centro dello scandalo - e sottoporle ad analisi, ha detto il portavoce del grande distributore, Urs Meier, confermando una notizia diffusa da "Tages-Anzeiger" e "Bund". I risultati delle analisi dovrebbero giungere nella giornata di domani.

Da parte sua Migros assicura di non avere nulla a che vedere con lo scandalo; sui suoi scaffali non vi sono lasagne importate, che invece sono confezionate direttamente in proprio ed esclusivamente con carne bovina svizzera. Non vi è quindi motivo di ritirarle, ha detto la portavoce di Migros, Monika Weibel. Fanno eccezione le lasagne della linea "M-Budget": il prodotto fresco è confezionato con carne suina, quello surgelato contiene anche carne bovina estera, fornita dal partner Micarna in pezzi e non macinata. Da escludere la possibilità di un inganno.

Intanto i laboratori cantonali stanno esaminando se nelle oltre trenta varietà di lasagne in commercio il contenuto di carne corrisponda realmente a quanto scritto sull'etichetta.

Per le associazioni svizzere dei consumatori, la vicenda dimostra come le vie di lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari siano diventate estremamente complesse e come sia facile eludere i regolamenti. E la Svizzera "non rappresenta un'isola". Non è perciò questo il momento - secondo i consumatori - di indebolire la legge sulle derrate alimentari, che sarà discussa in primavera dalle Camere.

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