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Cinque parlamentari svizzeri, fra cui la presidente del Consiglio nazionale Maya Graf (Verdi/BL), hanno incontrato oggi a Tunisi il presidente dell'Assemblea nazionale costituente tunisina, Moustapha Ben Jaafar. Al centro dei colloqui anche il ruolo della religione e l'uguaglianza tra uomini e donne nella futura Costituzione.
Ben Jaafar, membro del partito laico Ettakatol, ha confermato nel corso dell'incontro, svoltosi alla Camera dei deputati e durato 45 minuti, che l'attuale progetto di legge è "a buon punto". Un testo definitivo dovrebbe essere ultimato al più tardi entro il mese di giugno. "Solo dettagli devono ancora essere risolti da esperti", ha precisato.
Ben Jaafar ha inoltre dichiarato all'attenzione della delegazione svizzera, presente a Tunisi nell'ambito del Forum sociale mondiale, che il primo articolo della vecchia Costituzione tunisina elaborata l'indomani dell'indipendenza (1956), e che risale al 1959, sarà preservato per quel che concerne la religione. "In questo senso siamo stati pragmatici", ha aggiunto.
L'articolo dichiara che "La Tunisia è uno Stato libero, indipendente e sovrano, la sua religione è l'islam e la sua lingua l'arabo". La "sharia", il diritto islamico, che è un'interpretazione del Corano, "non ha posto nel testo costituzionale", ha dichiarato ancora Ben Jaafar.
Quanto all'importanza della parità dei sessi nella Costituzione, il presidente dell'Assemblea costituente si è detto "ottimista". "Occorrerà essere il più possibile precisi", ha proseguito. Gli oratori hanno due versioni diverse: da un lato, "l'uguaglianza tra uomini e donne davanti alla legge" e, dall'altro, "l'uguaglianza tra uomini e donne nella legge".
Oltre a Maya Graf, i consiglieri nazionali Maja Ingold-Huber (ZH/PEV), Christian Van Singer (Verdi/VD), Manuel Tornare (PS/GE) e il consigliere agli Stati vodese Luc Recordon (Verdi/VD) hanno partecipato ai colloqui, in presenza anche dell'ambasciatore svizzero in Tunisia, Pierre Combernous.