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Iniziativa contro immigrazione di massa, solo UDC la sostiene
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Sono in pieno svolgimento al Consiglio nazionale le discussioni sull'iniziativa popolare dell'UDC "Contro l'immigrazione di massa". Il dibattito si annuncia molto lungo: ben 63 deputati intendono infatti prendere la parola. Il destino del testo appare però già segnato: nessun partito, oltre all'UDC, sostiene l'iniziativa.

Il grosso problema, ha spiegato la relatrice della commissione Isabelle Moret (PLR/VD), è che "i settori dell'asilo e della migrazione economica vengono posti sotto lo stesso tetto, rendendo l'iniziativa potenzialmente inapplicabile". Nessun paese pratica il sistema delle quote mescolando asilo e la migrazione economica, ha ricordato.

Ciò potrebbe infatti portare a conflitti di interesse tra le due politiche. Con un forte afflusso di richiedenti l'asilo a causa di una crisi in un paese, ha proseguito Moret, sarebbe infatti necessario ridurre l'immigrazione di lavoratori. "L'economia verrebbe quindi strangolata a causa dei contingenti globali".

Parlando a nome del gruppo parlamentare UDC, Hans Fehr (ZH) ha ricordato che il saldo migratorio della Svizzera è di 80'000 nuovi arrivi all'anno. "Ciò è equivalente agli abitanti delle città di Lucerna o San Gallo", ha spiegato lo zurighese cercando di convincere i colleghi che l'"immigrazione incontrollata" non è più gestibile né sostenibile.

"Già oggi i treni sono pieni e le strade intasate", ha ricordato Fehr. L'obiettivo dell'iniziativa, ha poi affermato, è riprendere il controllo dell'immigrazione. "È il minimo per uno Stato di diritto", ha spiegato. Lo zurighese ha fatto l'esempio di Portogallo e Spagna che "esportano parte della loro disoccupazione in Svizzera". "Non vogliamo denunciare gli accordi di libera circolazione delle persone, ma rinegoziarli", ha concluso Fehr.

L'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" è stata depositata nel febbraio 2012 con 135'557 firme valide. Con il suo testo, l'UDC vuole introdurre limiti annuali e contingenti per le autorizzazioni di soggiorno in Svizzera. Saranno validi anche per i frontalieri e i richiedenti l'asilo.

L'iniziativa chiede che il mercato del lavoro sia prioritario per gli Svizzeri. Le quote per gli stranieri che esercitano un'attività lucrativa nella Confederazione dovranno essere fissate in funzione degli interessi economici del Paese.

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