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Siria: prosegue assedio Nebek
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Sono proseguiti intensi per tutta la giornata bombardamenti di artiglieria e con l'aviazione fedeli al presidente siriano Bashar al Assad su Nebek, cittadina a nord di Damasco lungo l'autostrada che collega la capitale a Homs.

Lo riferiscono all'ANSA parenti di civili intrappolati negli scantinati di abitazioni della martoriata località, dove non arrivano da giorni più acqua, cibo e medicinali .

"Si contano decine di uccisi, anche tra civili, rimasti a terra nelle strade e nessuno può andare a recuperare i corpi", affermano le fonti raggiunte telefonicamente a Damasco e che sono in contatto sporadico con i loro parenti a Nebek. "Centinaia di famiglie sono rifugiate negli scantinati e quel che minaccia di più la loro vita è la mancanza d'acqua. Del cibo in scatola si trova ancora nei depositi o nelle case abbandonate", raccontano i parenti di chi è rimasto intrappolato a Nebek. "È impossibile uscire dalla città perché le strade sono controllate da cecchini. È un assedio totale. Anche le comunicazioni con l'esterno sono quasi impossibili", affermano.

Una delle persone contattate è riuscita a parlare per pochi secondi stamani col fratello rintanato in un sottoscala con i figli. "Ha solo fatto in tempo a dirmi che erano ripresi i bombardamenti", ha detto la fonte. L'assedio di Nebek è portato da due settimane dalle milizie lealiste sostenute dagli Hezbollah libanesi alleate di Assad e si inserisce nella più ampia offensiva contro i ribelli nella regione montagnosa del Qalamun occidentale confinante con la Bekaa libanese. Le fonti,fanno sapere che la resistenza in città è rimasta affidata a miliziani locali e che i qaedisti del gruppo della Jabhat an Nusra si sono ritirati nei giorni scorsi. In serata, attivisti del Qalamun hanno diffuso la notizia, impossibile da verificare in maniera indipendente, dell'uso di ordigni che, una volta esplosi, rilasciano dense colonne di fumo bianco e giallo. Si registrano anche casi - affermano gli attivisti - di persone ferite con crisi respiratorie. Nelle scorse settimane le forze lealiste erano riuscite a riprendere il controllo di due importanti località solidali con la rivolta lungo l'autostrada Damasco-Homs: Qara e Dayr Atiye. Dopo Nebek, affermano i media filo-regime, sarà il turno di Yabrud, la località in altura al confine col Libano dove sarebbero state condotte le suore siriane e libanesi rapite nei giorni scorsi dal convento della cittadina cristiana di Maalula, nel Qalamun meridionale.

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