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Contrariamente ad altri paesi occidentali, che hanno deciso di boicottare la cerimonia d'apertura dei giochi invernali di Soci a causa delle violazioni dei diritti umani in Russia, la Svizzera parteciperà con due consiglieri federali: il presidente della Confederazione Didier Burkhalter e il ministro dello sport Ueli Maurer. Berna non intende infatti "politicizzare un evento sportivo", ha indicato Maurer in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale "SonntagsBlick".
Defezioni pesanti si sono già segnalate: il presidente americano Barack Obama non andrà a Soci "per ragioni di agenda", mentre il suo omologo francese François Hollande diserterà la cerimonia senza aver fornito particolari giustificazioni. Anche il presidente tedesco Joachim Gauck ha deciso di non partecipare: "per me la situazione è più facile, io non sono un pastore", ha commentato Maurer, riferendosi a Gauck.
L'operato della Russia può essere criticato, ad esempio nel corso di conferenze internazionali o in seno all'ONU, ma non durante manifestazioni sportive: "sarebbe meschino", sottolinea l'attuale presidente della Confederazione, che cederà tra breve il testimone a Burkhalter. Quest'ultimo lo accompagnerà in Russia a febbraio.
Interrogato sulla possibilità, da parte del Consiglio federale di scegliere l'opzione del boicottaggio per mandare un chiaro segnale alla Russia, Maurer ha affermato: "allora non potremmo più andare da nessuna parte, vero? In nessun paese islamico, perché abbiamo altre idee di giustizia, e neppure negli Stati Uniti, a causa della pena di morte". "Se la Russia ha un'attitudine differente - che io non condivido per nulla - rispetto all'omosessualità, devo rispettarla", ha concluso il consigliere federale.