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Gli svizzeri sono generosi: l'anno scorso hanno devoluto 1,65 miliardi di franchi in beneficenza, secondo le cifre di Zewo, organizzazione che garantisce l'affidabilità delle ONG nella Confederazione. Le donazioni sono maggiori in caso di catastrofe naturali che in caso di conflitti.
"Attualmente, le condizioni delle vittime del conflitto siriano sono drammatiche, i bisogni enormi e i fondi raccolti al momento dalla Catena della solidarietà esauriti", sottolinea Caroline de Palézieux, responsabile della comunicazione dell'organizzazione caritativa, interpellata dall'ats.
Per avere una prova della maggiore sensibilità degli svizzeri nei confronti delle catastrofi naturali, basta dare un'occhiata alla "classifica" delle donazioni allla Catena della solidarietà. Saldamente al comando troviamo lo Tsunami in Asia del 2004, con 227 milioni di franchi. Seguono le intemperie che si sono abbattute sulla Svizzera nel 2000 (74 milioni) e il sisma di Haiti del 2010 (66,2 milioni). Solo al quarto posto arrivano le vittime della guerra in Kosovo del 1999, con 49,9 milioni.
L'80% degli svizzeri mette mano al portafoglio sull'onda emozionale di un determinato evento, secondo dati raccolti dall'istituto gfs. Anche "un effetto di prossimità (geografica, di identificazione, affettiva) può favorire i versamenti", aggiunge Caroline de Palézieux.
A livello europeo i Paesi nordici, in particolare la Norvegia, si situano sempre in testa alla classifica delle donazioni per abitante, ma la Svizzera è molto vicina al loro risultato. "Per la colletta destinata alla crisi siriana, la Svizzera è addirittura in testa per quel che riguarda le donazioni private", evidenzia la portavoce.
La generosità degli svizzeri potrebbe attirare organizzazioni internazionali dai mezzi notevoli, a danno di associazioni più piccole. Però, "questa tendenza non si conferma. Non è facile per una ONG internazionale insediarsi in Svizzera", rileva Martina Ziegerer, direttrice di Zewo, sottolineando le difficoltà nell'interpretare 26 legislazioni cantonali e quattro realtà linguistiche.
Gli svizzeri sono tendenzialmente fedeli a una ONG e non cambiano facilmente, sottolinea Zewo. Tuttavia, un'analisi dei dati mostra che associazioni internazionali come Greenpeace o Amnesty International abbiano molto successo nella Confederazione.
In Svizzera sono in aumento le fondazioni di utilità pubblica. Se ne contano 13'000, ha indicato all'ats Nicole Anthonioz, giurista alla sorveglianza delle fondazioni presso il Dipartimento federale dell'interno, confermando un'informazione pubblicata dal quotidiano economico romando "L'Agefi".
In dieci anni quelle sorvegliate dalla Confederazione sono raddoppiate, passando da 2200 nel 2003 a circa 4'000 attualmente. Le rimanenti sono di competenza cantonale.
Inoltre, il clima politico favorevole e il sistema fiscale continuano ad attirare filantropi internazionali in Svizzera. "Nemmeno la crisi del 2008 ha rallentato questo movimento", ha sottolineato Anthonioz.