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Da Adelboden Maurer apre campagna di votazione sui Gripen
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Molto probabilmente il popolo sarà chiamato a votare a maggio sui Gripen, i 22 arei da combattimento di cui la Svizzera vuole dotarsi, ma il ministro della difesa Ueli Maurer, per qualche giorno ancora presidente della Confederazione, ha approfittato del suo incontro annuale con i media, oggi ad Adelboden (BE), per entrare decisamente in argomento.

Maurer, che al 90% è sicuro di ripresentarsi nel 2015 per la rielezione in Consiglio federale, prima di affrontare il tema Gripen ha sfidato con successo i giornalisti in una partita di Eissstock (detto anche Stock sport, è un antico gioco simile al curling, praticato con "birilli su ghiaccio", soprattutto nelle zone tedescofone alpine. È fra l'altro stato disciplina olimpica dimostrativa a Garmisch nel 1936 e ad Innsbruck nel 1964).

Il combattimento che però dovrà affrontare per convincere che gli aviogetti svedesi sono necessari alla difesa del paese si annuncia più difficile. Visto il numero di firme già raccolte in ambienti referendari, la votazione popolare appare infatti inevitabile.

Il ministro della difesa, per giustificare la spesa (3,12 miliardi secondo il governo, ma secondo gli oppositori i costi lieviterebbero fino a 9 miliardi) ha paragonato la tutela dello spazio aereo al tetto di un'abitazione. "Il tetto cede lentamente; esso regge se c'è bel tempo, ma in caso di tempesta crolla", ha dichiarato.

L'acquisto dei Gripen dovrà anche essere valutato nell'ambito di un quadro geopolitico più ampio, secondo Maurer. La Svizzera non sarà risparmiata dai contenziosi che concernono il territorio, le vie d'accesso o le risorse, ma contrariamente al passato non sappiamo più dove e come l'avversario attaccherà.

L'esercito deve adattarsi alla minaccia, secondo il il ministro UDC, per il quale sarà di capitale importanza la difesa dagli attacchi informatici, la cosiddetta "cyberguerra". E' importante - ha affermato - equipaggiare l'esercito in modo completo e permettergli di reagire con rapidità. "Un esercito disponibile entro otto settimane non ci serve a nulla".

Maurer ha poi fatto un bilancio dell'anno che lo ha visto "primus inter pares" tra i sette dell'esecutivo federale. La maggior parte degli obiettivi sono stati raggiunti "sebbene le cose si potevano fare anche in modo diverso". Il ministro sostiene di aver diretto in modo efficace le sedute governative e non ha nascosto una certa soddisfazione.

Nel corso del 2013 ha avuto 130 apparizioni pubbliche nel corso delle quali ha sempre invitato alla fiducia in se stessi e esaltato l'indipendenza della Svizzera. "Questo paese deve trovare la via in quanto piccolo Stato, senza copiare gli altri".

Davanti ai grandi del pianeta - si trattasse di Forum economico di Davos o Assemblea dell'ONU a New York - ha difeso con costanza il principio secondo il quale "il diritto viene prima della forza", principio che negli ultimi anni è stato sempre più messo alla prova.

Nell'anno presidenziale Maurer ha compiuto 10 visite ufficiali all'estero e ha incontrato 17 capi di Stato, 11 capi di governo, 5 ministri degli esteri e 8 ministri della difesa. La sua ultima uscita è stata in Sudafrica, per le esequie di Nelson Mandela. Non è mancata l'opportunità di incontri informali e fortuiti, come quello con il re di Spagna, avvenuto all'aeroporto di Zurigo: incontro sulla via per la toilette, ma poi hanno bevuto insieme un caffè.

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