...
È un "terremoto", titolano unanimi i siti dei giornali turchi: ad un mese esatto dall'esplosione della 'tangentopoli del Bosforo' che fa tremare il governo di Recep Tayyip Erdogan, e dopo le grandi purghe ordinate dal premier nella polizia - duemila dirigenti e funzionari silurati - oggi sono cadute anche le teste di 20 procuratori, fra i quali i titolari delle indagini anticorruzione.
Il 'sultano' di Ankara, che denuncia un "tentativo di colpo di stato" dietro le accuse dei magistrati - pilotate dalla confraternita islamica Hizmet di Fetullah Gulen, suo ex-alleato ora acerrimo nemico - continua a procedere a passo di carica, incurante dei segnali di allarme di Ue e Usa.
Per il leader dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu la democrazia turca è in pericolo: Erdogan, avverte, "è pronto a tutto" per affossare le inchieste, che secondo la stampa minaccerebbero anche il figlio Bilal, e restare al potere. Fra i 20 magistrati trasferiti d'ufficio durante una riunione del Consiglio supremo dei giudici e dei procuratori (Hsyk, il Csm turco) presieduta del ministro della Giustizia Bekir Bozdag c'è anche Turan Colakkadi, il capo della procura di Istanbul, da dove sono partite le prime inchieste.