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Il presidente americano Barack Obama limita fortemente il controverso programma di monitoraggio telefonico per la raccolta dati ad opera della National Security Agency (Nsa), cancellando di fatto la procedura con cui è stata condotto sinora. Parte così una fase di "transizione" in cui ogni intercettazione dovrà essere autorizzata da una "corte segreta" e in cui l'amministrazione non avrà più in suo possesso l'enorme mole di dati raccolti. Sono queste le novità più rilevanti anticipate dalla stampa americana a poche ore dall'attesissimo discorso sulla riforma della Nsa, che Obama terrà alle 11.00 di Washington, le 17.00 in Svizzera, al Dipartimento di Giustizia.
Il presidente, pressato da mesi dall'indignazione internazionale, alla luce delle rivelazioni della talpa Edward Snowden, intende arrivare così ad un sistema in cui il governo americano non sarà più considerato "il grande spione" dei cittadini.
Nelle intenzioni di Obama c'è la cancellazione del controverso articolo 215 del Patriot Act, la controversa legge antiterrorismo voluta da George W. Bush all'indomani dell'11 settembre 2001, che di fatto autorizza ogni agenzia di intelligence a "spiare" senza alcun limite ogni utenza telefonica.
Secondo le anticipazioni al discorso di oggi, Obama ovviamente non cancellerà del tutto questo importantissimo strumento di indagine per garantire la sicurezza nazionale, ma imporrà nuovi e forti limiti. L'obiettivo è "passare a un programma che conservi comunque le capacità necessarie alla lotta al terrorismo ma senza che l'amministrazione abbia la possibilità di tenere nelle proprie mani tutta questa mole di informazioni personali".
Una mossa con cui Obama, accusato da mesi di aver sostituito al suo slogan "yes we can" l'imbarazzante "yes we scan", intende venire incontro alle proteste di chi si batte a difesa dei diritti civili e della privacy delle persone.
In particolare, per quanto riguarda i capi di Stato stranieri, Obama annuncerà un piano specifico di rafforzamento della privacy a loro favore. Prevista inoltre la proposta di una nuova figura di difensore pubblico per rappresentare le preoccupazioni dei privati cittadini di fronte alla "corte segreta".