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Trovare un nuovo punto di equilibrio tra lotta al terrorismo e difesa della privacy. È questo l'obiettivo della direttiva presidenziale appena diffusa dalla Casa Bianca sulla riforma della National Security Agency (Nsa). In nove cartelle molto dettagliate e sei articoli, Barack Obama riscrive radicalmente i limiti dell'operato della Nsa in modo da rispondere allo scandalo che lo ha travolto dopo la diffusione delle notizie da parte della talpa, Edward Snowden.
Questi gli articoli del decreto: principi sulla gestione della raccolta di dati dell'intelligence, limiti all'uso dei dati raccolti, ridefinizione del processo di raccolta dati, prospettive future e tempi di applicazione, difesa delle informazioni personali raccolte attraverso l'intelligence e infine indicazioni generali.
La raccolta di megadati da parte delle agenzie di intelligence è autorizzata solo in sei casi: (1) spionaggio e altre minacce e attività dirette da poteri stranieri e i loro servizi di intelligence contro gli Stati Uniti e i loro interessi, (2) minacce terroristiche agli Usa e ai loro interessi, (3) minacce agli Usa e ai loro interessi poste dallo sviluppo, possesso, proliferazione o uso di armi di distruzione di massa (4), minacce alla cybersicurezza (5) minacce agli Usa, alle Forze Armate alleate o altro personale militare americano o alleato (6), minacce criminali internazionali inclusi finanziamenti illeciti e evasione delle sanzioni.
La raccolta di informazioni commerciali private all'estero è autorizzata solo per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei suoi alleati, mentre non è autorizzata a scopi di spionaggio industriale, viene spiegato nella direttiva.