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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann è sotto il fuoco delle critiche dopo le rivelazioni di stampa secondo le quali, quando era alla testa del gruppo Ammann, avrebbe "parcheggiato" denaro in paradisi fiscali per pagare meno imposte.
Il PS del canton Berna ne chiede le dimissioni mentre il suo partito, il PLR, lo difende a spada tratta, affermando che il gruppo industriale "ha agito correttamente nella piena legalità".
A fine gennaio la trasmissione "Rundschau" della tv svizzerotedesca SRF aveva riferito, basandosi su documenti fiscali, che il gruppo Ammann ha depositato per anni patrimoni nell'isola di Jersey, noto paradiso fiscale nel Canale della Manica, e nel Lussemburgo, eventualmente per risparmiare sulle tasse.
Secondo la trasmissione, a fine 2008 la società deteneva a Jersey fondi pari a 264 milioni di franchi. Nel 2009, un anno prima dell'elezione di Schneider-Ammann in Consiglio federale, il denaro sarebbe stato trasferito in Svizzera." Il fisco cantonale bernese ha indicato che indaga per chiarire se ci siano state irregolarità, mentre il gruppo Ammann ha assicurato che "ad ogni momento queste società erano apertamente dichiarate e conformi al diritto elvetico e locale".
Oggi sono il "Tages-Anzeiger" di Zurigo e il "Bund" di Berna a sostenere che l'attuale ministro dell'economia per 14 anni ha presieduto il consiglio d'amministrazione di una società lussemburghese - la Manilux SA, poi Manilux Holding SA - che aveva tutta l'aria di essere una "società casella postale", senza uffici in Lussemburgo. In essa sarebbero stati "parcheggiati" circa 230 milioni di franchi, senza che siano pagate imposte nel paese ospite.
Il consigliere federale non ha voluto finora prendere posizione al riguardo. Lo ha fatto invece il suo partito, ribadendo in una nota che, secondo il gruppo Ammann, l'amministrazione fiscale bernese era informata e che "non c'è ragione alcuna di metterne in dubbio la serietà". "Il gruppo Ammann e il suo presidente di allora, Johann Schneider-Ammann, si sono comportati sempre in modo corretto e legale", afferma il PLR. Il partito "condanna" quindi "lo sfruttamento politico della vicenda".
Dal canto suo, il Partito socialista del canton Berna chiede apertamente le dimissioni di Schneider-Ammann e si interroga sul fatto che l'amministrazione delle imposte cantonale abbia accettato il domicilio fiscale in Lussemburgo della Manilux.
Prima di essere eletto nel Consiglio federale il 22 settembre 2010, quando era alla testa del gruppo famigliare della moglie, Schneider-Ammann si era dichiarato apertamente contro l'ottimizzazione fiscale in piazze finanziarie offshore.