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Asse Obama-Hollande, "nostra alleanza mai così forte"
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Asse Obama-Hollande. Dalla politica estera all'economia, Washington e Parigi non sono mai sembrate così vicine. "La nostra alleanza non è mai stata così forte. Le nostre relazioni sono molto più profonde di cinque, dieci, venti anni fa", assicura il presidente americano, che ha ricevuto il capo di Stato francese alla Casa Bianca tributandogli onori raramente concessi ad altri leader mondiali. E annunciando la sua visita in Francia per il settantesimo anniversario dello sbarco degli americani in Normandia, il prossimo giugno.

I due leader ostentano piena sintonia e uguaglianza di vedute. Uniti sull'Iran e sulla Siria, con Obama che ringrazia Hollande per "la leadership" dimostrata dalla sua Francia sullo scacchiere internazionale. Uniti poi sulla necessità di avviare un "nuovo dialogo economico", per sostenere la ripresa e raggiungere finalmente risultati apprezzabili su questioni fondamentali come quella dell'aera di libero scambio tra Usa ed Ue e quella relativa ai cambiamenti climatici e all'inquinamento globale. E se qualche frizione era stata creata dallo scandalo del Datagate (ma niente a che vedere con la levata di scudi della cancelliera tedesca Angela Merkel) Hollande ora assicura: "La piena fiducia tra di noi è ristabilita". Anche se - ha aggiunto il presidente francese - bisogna impegnarsi a garantire la privacy di tutte le persone, non solo dei cittadini americani. Un impegno che il presidente Usa ha ribadito, ricordando la riforma a cui sta lavorando per cambiare le regole della raccolta di informazioni da parte della Nsa; sottolineando però l'importanza per gli Usa, come per la Francia, di non indebolire la lotta al terrorismo.

Insomma, tra Barack e François sembra un idillio, una simpatia che ricorda quella tra Obama e il premier britannico David Cameron. Qualche giornalista nel corso della conferenza stampa congiunta cerca di mettere in difficoltà il presidente americano, che non si scompone: Londra o Parigi? Qual è il miglior amico di Washington? "E come scegliere tra le mie due figlie. Sono entrambe splendide e meravigliose", risponde. E raggiante è apparsa anche la first lady Michelle Obama, che indossava uno sfavillante cappotto rosso e che non si è mostrata per nulla imbarazzata dall'assenza di una première dame al fianco dell'inquilino dell'Eliseo. Tanti i sorrisi di Michelle, rivolti anche al marito Barack, quasi a scacciare le voci su una crisi matrimoniale tra le mura della Casa Bianca e le "bufale" su presunte love story del presidente Usa.

Nel faccia a faccia nello Studio Ovale, i due presidenti hanno approfondito soprattutto i temi di Siria e Iran. Obama ha ricordato come la conferenza di Ginevra 2 è lungi dall'aver raggiunto l'obiettivo di fermare le violenze siriane, e insieme a Hollande ha ribadito la necessità di proseguire gli sforzi per trovare una soluzione diplomatica alla crisi. Per quel che riguarda l'Iran, i due leader hanno ammonito tutte le imprese che fanno affari con Teheran: "Lo fanno a loro rischio e pericolo, saranno colpite da una pioggia di sanzioni", ha avvertito Obama.

Il tempo di finire gli incontri ufficiali tra le delegazioni, e la cena di Stato è servita. Mentre qualcuno ricorda come questi ricevimenti costino ai contribuenti americani anche più di 500 mila dollari a serata. Anche se a tavola ci sono le verdure dell'orto di Michelle.

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