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L'obiettivo di ridurre drasticamente entro il 2050 l'impronta ecologica (indicatore che valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità del pianeta di rigenerarle) della Svizzera non è realizzabile. È quanto afferma il Consiglio federale nel suo messaggio alle Camere, prendendo posizione sull'iniziativa "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)". Il governo approva però gli altri punti del testo che vengono ripresi in un controprogetto indiretto.
Per il Consiglio federale la situazione è chiara:"la Svizzera sfrutta in misura eccessiva le basi naturali della vita e questo si manifesta nel cambiamento climatico, nella perdita di biodiversità e nella carenza di suolo". Per fare in modo che le risorse naturali siano utilizzate con maggiore efficienza, il governo ha quindi proposto oggi al parlamento di modificare la Legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb). Questa revisione costituisce il controprogetto indiretto all'iniziativa lanciata dai Verdi.
Il governo ammette che bisogna ridurre l'impronta ecologica della Confederazione, poiché "se l'umanità consumasse come la Svizzera occorrerebbero 2,8 pianeti Terra". Tuttavia, "l'obiettivo quantitativo definito a livello costituzionale darebbe all'impronta ecologica un peso eccessivo rispetto ad altri obiettivi costituzionali".
Per l'esecutivo, inoltre, "i costi a breve termine sono sproporzionatamente elevati per l'economia e per i consumatori". Il verdetto è quindi chiaro: "il rapporto costi-benefici di una realizzazione dell'iniziativa popolare è troppo sfavorevole".
Il Consiglio federale ritiene pertanto più opportuno procedere per gradi. L'obiettivo dichiarato del controprogetto indiretto è "preservare durevolmente le risorse naturali". Lo scopo è ridurre in misura considerevole il carico inquinante, mantenendo la capacità produttiva e rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il processo richiederà "vari decenni", secondo il governo: per centrare l'obiettivo occorreranno infatti ulteriori misure da affiancare alle attuali politiche della Confederazione in ambito ambientale, energetico, climatico, economico, agricolo e di ordinamento del territorio.
Una delle misure previste è il miglioramento del riciclaggio degli imballaggi (ad esempio cartone, pellicole di plastica, imballaggi per bevande o corpi cavi in plastica). Ogni anno si producono in Svizzera circa 3,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui da un terzo fino alla metà è infatti composto da tali materiali.
Secondo il governo, per l'attuazione delle misure previste occorreranno circa 10 - 14 milioni di franchi all'anno. Per i Cantoni e i Comuni il progetto ha invece conseguenze finanziarie minime.