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Un volo dell'Ethiopian Airlines, decollato da Addis Abeba a destinazione di Roma e Milano, è stato dirottato stamani su Ginevra. L'autore del gesto è il copilota, che ha chiesto asilo alla Confederazione. Tutti i 193 passeggeri, in gran parte italiani, e i nove membri dell'equipaggio sono sani e salvi. Il dirottatore sarà probabilmente incriminato per presa d'ostaggio.
Il volo ET-702 è decollato dalla capitale etiope la scorsa notte alle 00.30 locali (le 22.30 in Svizzera). L'atterraggio a Roma era previsto alle 4.40. Il Boeing 767-300 avrebbe poi dovuto proseguire per Milano, ma in seguito al dirottamento è giunto a Ginevra-Cointrin alle 6.05, ha indicato il portavoce della polizia cantonale ginevrina Eric Grandjean in una conferenza stampa.
Il dirottatore è il copilota, un 31enne d'origine etiope. Non aveva armi. Ha affermato di "sentirsi minacciato" nel suo Paese e ha chiesto asilo politico alla Svizzera, ha spiegato Grandjean.
L'uomo ha dichiarato di aver approfittato dell'assenza del comandante, che si è recato alla toilette, per chiudersi nel cockpit. In avvicinamento a Ginevra, ha chiesto alla torre di controllo di poter atterrare per fare il pieno di cherosene. Ha poi comunicato che stava compiendo un dirottamento.
Una volta fermo sulla pista, il 31enne ha aperto un finestrino del cockpit e si è calato con una corda. Al suolo è stato fermato dalle forze dell'ordine. Non ha opposto resistenza alcuna. La polizia è intervenuta in massa e con unità speciali.
Secondo la testimonianza di un passeggero italiano raccolta dall'agenzia di stampa Ansa, il dirottatore avrebbe minacciato di far schiantare l'aereo se il pilota non avesse smesso di tentare di entrare nel cockpit. "Il pilota intimava di aprire la porta della cabina di pilotaggio e ha cercato di sfondarla senza riuscirci. Lì si è capito che qualcosa di grave stava accadendo", ha riferito Francesco Cuomo, 25 anni, uno dei 138 passeggeri italiani a bordo.
Il copilota sarà interrogato questo pomeriggio, ha indicato il procuratore generale ginevrino Olivier Jornot. Tecnicamente la sua infrazione è una presa d'ostaggio. La pena massima corrispondente è di 20 anni di reclusione, ha aggiunto Jornot.
La vita dei passeggeri non è mai stata in pericolo. Tutti sono stati sfollati nella calma poco prima delle 8.00. È stata offerta assistenza psicologica e medica. "A Ginevra l'organizzazione è stata perfetta, tutti sono stati molto gentili", ha affermato Cuomo. La polizia ha proceduto a interrogatori dei passeggeri.
L'aereo è stato intercettato da due caccia dell'aeronautica militare italiana sullo spazio aereo della Sicilia, dove si sono avute le prime evidenze che si trattava di un dirottamento. I caccia, del tipo Eurofighter, hanno quindi scortato l'aeroplano fino in Francia, dove è stato preso in consegna da aerei militari francesi.
A causa del dirottamento, lo scalo di Cointrin stamani è rimasto chiuso al traffico fino al termine delle operazioni di polizia. La situazione è tornata alla normalità alle 8.45. Complessivamente 15 voli hanno dovuto essere deviati verso altri aeroporti, tra cui due a Zurigo. Vari altri sono stati annullati. "I decolli hanno ripreso alle 8.20, poi gli atterraggi alle 8.45", ha indicato all'ats il portavoce dello scalo ginevrino Bertrand Stämpfli. Due voli di Swiss Zurigo-Ginevra sono stati annullati, ha riferito Jasmin Bodmer, dello scalo di Kloten (ZH).
L'ultimo dirottamento su Ginevra risale al 24 luglio 1987. Si era concluso con la morte di una persona e il ferimento di altre trenta. Hussein Hariri, un libanese di 21 anni, aveva dirottato un DC10 di Air Afrique che effettuava il collegamento Brazaville-Bangui-Roma-Parigi. Il velivolo era atterrato a Ginevra per mancanza di cherosene. Qui Hariri uccise un passeggero di nazionalità francese, perché l'ultimatum non era stato rispettato. Il pirata dell'aria, membro di Hezbollah, è stato condannato in Svizzera a 17 anni di carcere e, dopo varie evasioni seguite da arresti, è tornato in Libano nel 2004.