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Sono stati riconosciuti colpevoli di violenza contro la polizia otto manifestanti processati in Russia per i disordini avvenuti nel maggio 2012, alla vigilia del ritorno di Vladimir Putin al Cremlino dopo la sua rielezione a presidente.
Il verdetto è stato emesso oggi da un tribunale a Mosca: tutti gli imputati sono stati condannati per violenza su pubblici ufficiali e grave turbativa all'ordine pubblico. La vicenda è per l'opposizione russa un caso emblematico d'intimidazione da parte del potere.