...
Mentre nella vicina Ucraina la crisi si acuisce, la Russia "spegne" il blogger Alexiei Navalni, oppositore numero uno di Vladimir Putin, tagliandolo fuori dalla vita politica per almeno due mesi.
Un tribunale di Mosca oggi lo ha messo agli arresti domiciliari sino al 28 aprile, per aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata contro la condanna di 7 militanti dell'opposizione, e aver violato ripetutamente l'obbligo di non lasciare la capitale nell'ambito di una inchiesta per frode contro la marca di cosmetici francese Yves Rocher, prorogata proprio oggi sino al 13 giugno.
Navalni avrà diritto di parlare solo con la sua famiglia ma non potrà usare né telefono né internet. E gli arresti domiciliari potranno essere prolungati. Lo stesso era successo a Serghiei Udalzov, altro leader dell'opposizione russa, agli arresti domiciliari da molti mesi e di fatto dimenticato.
"Una decisione politica" per Navalni, noto per le sue battaglie anti corruzione, unica figura di spicco emersa dopo la stagione delle proteste esplosa in Russia a fine 2011 e poi implosa. "Uso l'ultima possibilità che ho di parlare per dire che il verdetto è illegale, è un modo per limitare la mia attività politica. Ora non potrò professare la mia innocenza ai media. Né commentare le inchieste su di me che ritengo ingiuste.
Ma la mia posizione non cambia: continuerò a lottare contro questo regime di occupazione fino alla fine", ha detto ai giornalisti in aula subito dopo il verdetto. Secondo la corte, lunedì scorso il blogger avrebbe "disobbedito alla polizia" protestando nel centro di Mosca, nonostante i video girati in loco dai suoi fan smentiscano chiaramente questa accusa.
In seguito era stato arrestato per 7 giorni. Navalni era stato già condannato nel luglio 2013 a 5 anni con la condizionale per appropriazione indebita in una vicenda di compravendita di legname. Oggi, davanti al tribunale Basmanny, si sono riunite alcune decine di suoi sostenitori, incluse le due Pussy Riot Maria Aliokhina e Nadia Tolokonnikova.
Nel frattempo, in una mossa apparentemente contraddittoria delle autorità, il Ministero della Giustizia ha deciso di registrare il Partito del Progresso fondato dal blogger, dopo una serie di vicissitudini, compreso il "furto" del nome. Ma si tratta di una registrazione a metà: per partecipare a elezioni, la formazione politica dovrà infatti prima essere registrata anche a livello regionale e contare un certo numero di iscritti, sedi o uffici in Russia (per ora ne vanta 46, il minimo è 42).
E il segretario del partito non è sicuro di riuscire a ottenere la registrazione finale entro settembre, data delle importanti elezioni alla Duma di Mosca alle quali Navalni, già candidato sindaco, aveva annunciato di voler concorrere.