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Ira Usa-Ue, voto Crimea illegale. Arrivano sanzioni
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L'ira di Barack Obama e dell'Europa si abbatte sul Cremlino. Washington e Bruxelles - quando ancora in Crimea i seggi erano aperti - mandano a dire a Mosca che non riconosceranno mai i risultati di un referendum che considerano "illegale", "contrario alle leggi internazionali" e svoltosi "sotto la minaccia di un intervento delle truppe russe". Solo poche ore prima Vladimir Putin non si era mosso di un millimetro dalla sua linea: il voto in Crimea è valido e la Russia rispetterà la volontà espressa dai suoi abitanti.

Un concetto che in serata il leader russo ha ribadito allo stesso Obama nel corso di un rovente botta e risposta telefonico: "Il referndum è pienamente conforme al diritto intenazionale". Non lo riconosceremo mai", ha ribadito il presidente Usa, invitando energicamente Putin a porre fine alle incursioni in territorio ucraino e ad accettare la scesa in campo di osservatori internazionali per prevenire atti di violenza.

La tensione è alle stelle. La Casa Bianca parla di "azioni pericolose e destabilizzanti" da parte della Russia, condannando con fermezza anche i movimenti di soldati nella regione a est dell'Ucraina ai confini con la Crimea, che hanno fatto gridare Kiev all'invasione. "Basta provocazioni", tuona il segretario di Stato americano John Kerry al telefono col ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, col quale negli ultimi giorni aveva tentato, senza riuscirvi, di trovare una soluzione alla crisi.

Anche il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione Ue, Manuel Barroso, ribadiscono come La soluzione alla crisi in Ucraina può essere fondata solo "sull'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza del Paese". Mentre il premier Matteo Renzi fa sapere che l'Italia "sta lavorando insieme alla Francia, la Germania, la Gran Bretagna perché si possano ridurre le frizioni e perché si possa dare il messaggio che il diritto internazionale è difeso e salvaguardato, cosa che non sta avvenendo".

Tutto sembra pronto per il varo di sanzioni pesanti e senza precedenti contro la Russia.

Intanto Kiev ha chiesto all'Osce di inviare d'urgenza osservatori nell'est filorusso dell'Ucraina, e di ciò hanno anche parlato al telefono Angela Merkel e Vladimir Putin, concordando sulla necessità di approfondire la questione.

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