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Come previsto, il Consiglio nazionale non è riuscito a terminare il dibattito - che proseguirà domani - sull'iniziativa popolare lanciata dall'Unione svizzera degli universitari per armonizzare a livello nazionale la concessione di borse di studio, compreso l'ammontare dei contributi. Il no del plenum appare scontato dal momento che solo PS e Verdi sostengono la proposta. Per una maggioranza di centro-destra, l'iniziativa sconfina eccessivamente nella competenze dei cantoni e, soprattutto, costa troppo: 500 milioni di franchi.
Nonostante la forte opposizione all'iniziativa, tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione dell'UDC, si sono detti d'accordo su un punto: la situazione attuale caratterizzata da grandi differenze tra cantoni nella concessione di sussidi allo studio - criteri e ammontare - è insoddisfacente, tanto più che negli ultimi decenni i contributi sia federali che cantonali hanno subito una drastica riduzione a causa anche delle varie politiche di risparmio avviate per far quadrare i conti.
Per questo motivo, tranne i democentristi, gli altri gruppi sostengono - con sfumature anche importanti - il controprogetto indiretto del Consiglio federale volto ad armonizzare i criteri che danno diritto alle borse di studio mediante una revisione totale della legge sui sussidi all'istruzione. Tale armonizzazione, che si ispira al concordato intercantonale in materia, non riguarda però i contributi. Una mozione, che verrà discussa in aula, chiede alla Confederazione di aumentare i propri contributi ai cantoni per i sussidi allo studio.
Durante il dibattito, si sono avvicendati alla tribuna oltre 30 oratori, tra cui anche le consiglieri nazionali Marina Carobbio Guscetti (PS/TI), Roberta Pantani (Lega/TI) e Silva Semadeni (PS/GR).
Marina Carobbio ha sostenuto l'iniziativa appellandosi alle pari opportunità per gli studenti, pari opportunità che attualmente non sarebbero garantite a causa delle differenze incomprensibili tra cantoni circa criteri e ammontare delle somme messe a disposizione dei giovani che vogliono continuare gli studi a livello accademico.
Simili gli argomenti sviluppati da Silva Semadeni, secondo cui il federalismo in materie di sostegno alla formazione superiore crea veri e propri grattacapi. Di parere opposto Roberta Pantani, della Lega dei ticinesi. Pantani si è detta a favore delle borse di studio per i giovani che vogliono proseguire gli studi, soprattutto se si tratta di persone che non provengono da famiglie benestanti. Tuttavia, l'esponente della Lega si è detta contraria sia all'iniziativa che al controprogetto indiretto, poiché sconfina nelle competenze dei cantoni.