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Il PLR vuole una correzione di rotta nella politica energetica seguita dal Consiglio federale. A suo avviso la cosiddetta "rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC)" è finanziariamente "avventurosa". E la destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2 è "assai discutibile costituzionalmente".
Il PLR chiede dunque la messa in opera di una "vera" tassa d'incentivazione sul CO2, standard d'efficienza "chiari" per gli edifici e gli apparecchi elettrici e una liberalizzazione del mercato dell'elettricità. Un elemento centrale dello sviluppo futuro della tassa sul CO2, sostiene il partito in una nota, è la possibilità di un esonero dalla tassa per le imprese e i privati tramite accordi sugli obiettivi.
Già lo scorso autunno il PLR aveva rimesso in questione, esigendo un'alternativa, la strategia energetica del Consiglio federale, perché questa - afferma il partito - chiede di rafforzare i sussidi per le energie rinnovabili e nel contempo di instaurare una tassa sull'energia. Gli esempi all'estero - rileva il PLR - dimostrano che una simile strategia costa miliardi ai consumatori e ai cittadini senza peraltro indurli a un utilizzo efficiente dell'energia.
La contro-strategia proposta dal PLR - prosegue la nota - ha i seguenti obiettivi: utilizzare i potenziali di risparmio attuali con i costi più bassi possibili per i consumatori e le imprese, assicurare l'approvvigionamento energetico e assumere la fattura per proteggere il clima. L'elemento centrale di questa strategia - l'ottimizzazione della tassa d'incentivazione sul CO2 - dovrà essere ancorato nella Costituzione.
La tassa attuale dev'essere riformata, afferma il PLR. A causa dell'introduzione della destinazione parzialmente vincolata è infatti diventata a sua avviso un'imposta senza base costituzionale. Come prima, essa dovrà essere prelevata sui combustibili, "perché il carburante è già fortemente fiscalizzato".