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Acquisto Gripen: promotori hanno già piano B in caso no alle urne?
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I fautori dell'acquisto degli aerei da combattimento Gripen hanno già un piano B in caso di bocciatura alle urne della legge federale il prossimo 18 maggio? Ne è convinto il presidente della Commissione di politica di sicurezza al Consiglio nazionale, Thomas Hurter (UDC/SH), che vorrebbe attingere dal budget ordinario delle Forze aeree i soldi per acquistare una dozzina di aviogetti senza passare davanti al popolo. Di tutt'altro avviso il Dipartimento federale della difesa (DDPS) che, in una nota odierna, si è distanziato categoricamente dalle dichiarazioni di Hurter.

Stando a interviste rilasciate dal democentrista sciaffusano oggi al domenicale svizzerotedesco "SonntagsZeitung" e nei giorni scorsi alla radio romanda RTS, "qualora il popolo dovesse respingere la legge per l'acquisto dei Gripen, si potrebbero pagare gli aerei da combattimento a rate via il programma d'armamento ordinario".

Secondo il DDPS, invece, il consigliere nazionale UDC ed ex pilota militare, si sbaglia: nell'opuscolo delle spiegazioni in vista delle votazioni del 18 maggio si legge chiaramente che "i Gripen saranno acquistati soltanto se la legge è accettata. Se dovesse essere respinta, il credito per l'acquisto non potrà essere liberato".

Secondo Hurter, il DDPS potrebbe invece ogni 15 anni finanziare una pattuglia di dodici aviogetti. Con questa soluzione, il DDPS potrebbe sostituire i vecchi F5-Tiger e più tardi gli F/A-18 con 60-70 nuovi aerei da combattimento, senza passare davanti al popolo, ha spiegato Hurter.

Questo modo di procedere avrebbe, secondo il democentrista, diversi vantaggi: l'iter per l'acquisizione di futuri jet potrebbe essere ridotto dall'attuale arco temporale di 15 a 5-7 anni. Inoltre si potrebbe reagire meglio alle innovazioni tecniche.

Il pagamento a rate degli aerei militari tramite il budget dell'esercito potrebbe peraltro evitare consultazioni popolari su un finanziamento speciale: il 18 maggio si voterà infatti sulla Legge federale sul fondo per l'acquisto dell'aereo da combattimento, che prevede un costo per i Gripen di 3,126 miliardi.

Il parlamento aveva deciso di sottoporre l'acquisizione dei 22 grifoni svedesi al referendum facoltativo, affinché anche il popolo potesse esprimersi. La sinistra e i Verdi avevano allora raccolto le 50'000 firme necessarie.

Il partito di Hurter, l'UDC, ha sempre ribadito che la volontà popolare va rigorosamente rispettata. Il democentrista sciaffusano sottolinea però come la sua idea non sia contraria alla volontà popolare, visto che il popolo si è pronunciato varie volte per un esercito e forze aeree forti.

Secondo Hurter, non spetta invece al popolo decidere sull'equipaggiamento dell'esercito. Tecnicamente, il prossimo 18 maggio, i cittadini si esprimeranno soltanto sul finanziamento dei Gripen e non sugli aerei da combattimento in quanto tali.

In caso di "no" alla legge per l'acquisto dei Gripen, bisognerà chiedersi come interpretare il voto popolare. "Si tratterà di un 'no' al finanziamento dei Gripen o all'acquisto di nuovi aviogetti in generale?", si interroga Hurter.

Per i contrari all'acquisizione dei Gripen la risposta è chiara: essi vogliono impedire l'acquisto di nuovi aerei da combattimento, che considerano inutili e troppo cari. Secondo il Consiglio federale, un "no" alla legge federale significherà un "no" all'acquisto degli aerei della Saab e la volontà popolare sarà rispettata, ha sottolineato oggi il DDPS. Già il 14 marzo scorso, il ministro della difesa Ueli Maurer aveva dichiarato che il governo non ha un piano B in caso di bocciature alle urne.

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