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Crossrail contesta accuse dumping salariale, 4000 franchi netti
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La società ferroviaria di trasporto merci Crossrail contesta i rimproveri del sindacato SEV, che lo scorso primo aprile l'ha accusata di dumping salariale, per il prospettato trasferimento a Briga di macchinisti frontalieri pagati poco più di 3000 franchi al mese. "Non facciamo mai niente che non sia permesso", sostiene il Ceo dell'impresa con sede a Muttenz (BL), Jeroen Le Jeune, interpellato dalla "Basler Zeitung" in edicola oggi.

Nella prima presa di posizione di Crossrail sulla questione, il manager belga conferma che l'impresa intende trasferire da Domodossola suo personale italiano. Nega però che intenda versare ai macchinisti i salari "scandalosi" denunciati dal Sindacato del personale dei trasporti SEV, ossia 3'100 franchi al mese durante la formazione e 3'350 franchi in seguito, mentre presso le FFS la paga iniziale di un macchinista è di 5'358 franchi e quella versata da BLS di 5'780 franchi.

Il salario previsto, afferma, è di 4000 franchi netti al mese dopo una formazione di cinque mesi che dà loro diritto di guidare i treni in Svizzera come in Italia. Una formazione, rileva, che costa all'impresa 50'000 franchi. Quale contropartita, i macchinisti devono impegnarsi a restare per 48 mesi almeno alla Crossrail o a restituire se non lo fanno parte della somma investita.

Le Jeune contesta anche l'affermazione del SEV secondo cui sarebbero una settantina i macchinisti in via di trasferimento a Briga per poi lavorare sulla linea tra la località vallesana e Milano. Crossrail Italia, afferma, occupa solo 30 macchinisti pienamente formati e 12 assistenti, sei dei quali si sono iscritti al programma di trasferimento. In Svizzera, precisa il Ceo, Crossrail occupa 50 macchinisti, che però non rientrano in tale programma. Scopo del trasferimento, precisa Le Jeune, è di prepararsi all'apertura della galleria di base del San Gottardo nel 2016.

Secondo la "Basler Zeitung" i responsabili di Crossrail - impresa specializzata nel traffico di transito a partire dai porti del Mare del Nord - incontrano oggi a Berna di loro iniziativa rappresentanti dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), al quale il SEV ha chiesto di revocare il permesso di accesso alla rete svizzera in caso di dumping salariale.

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