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Macedonia: conservatori vincono, opposizione contesta
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I conservatori hanno vinto le elezioni parlamentari e presidenziali svoltesi ieri in Macedonia. Stando agli ultimi dati, praticamente finali, diffusi dalla commissione elettorale, nel ballottaggio delle presidenziali dopo lo spoglio del 99,91% dei seggi (3.509 sul totale di 3.512) al presidente uscente, il conservatore Gjorgje Ivanov, è andato il 55,25% dei voti, rispetto al 41,17% ottenuto dallo sfidante Stevo Pendarovski, candidato dell'opposizione socialdemocratica (Sdsm). L'affluenza è stata del 54,33%.

Nelle politiche anticipate dopo lo scrutinio del 99,91% delle sezioni (3.511 sul totale di 3.514), il partito conservatore Vmro-Dpmne al governo ha ottenuto il 42,18% dei consensi, seguito dal partito socialdemocratico (Sdsm) con il 24,91%, dai due partiti della minoranza albanese Dui e Dpa rispettivamente al 13,48% e 5,83%. All'altro partito di opposizione Grom è andato il 2,77%. L'affluenza nelle legislative è risultata del 64%.

L'opposizione socialdemocratica tuttavia ha fatto sapere di non voler riconoscere il risultato elettorale, denunciando gravi irregolarita, pressioni e frodi elettorali da parte del partito al potere Vmro-Dpmne.

L'economia e l'annosa disputa con la Grecia sul nome 'Macedonia' - che blocca il cammino di integrazione euro atlantica del Paese ex jugoslavo - sono stati i temi principali della campagna elettorale per il doppio voto di ieri. Nonostante indici altalenanti e una disoccupazione intorno al 28%, i conservatori al governo sono riusciti finora a mantenere la fiducia dell'elettorato. La Macedonia ha registrato un calo del pil dello 0,4% nel 2012, ma lo scorso anno vi è stata una inversione di tendenza con una crescita del 3,1%, e per quest'anno le autorità contano su un ulteriore +3% del pil.

La Macedonia, uno dei sei Paesi scaturiti dalla disgregazione della ex Jugoslavia socialista, ha lo status di Paese candidato alla Ue dal 2005 ma non ha ancora cominciato il negoziato di adesione per la strenua opposizione della Grecia, con cui la Macedonia da anni è impegnata in una disputa sul nome. Atene considera infatti il termine 'Macedonia' esclusivo patrimonio storico e culturale ellenico, e blocca per questo ogni passo avanti di Skopje verso Ue e Nato. È stato per questo che la Macedonia, indipendente dal 1991, è stata ammessa all'Onu due anni più tardi con il nome provvisorio di Fyrom, acronimo di Former Yugoslavian Republic Of Macedonia.

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