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Ticino, da luglio 6 guardie di confine in più
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Da luglio, l'effettivo delle guardie di confine in Ticino potrà contare su 6 unità supplementari. Lo ha dichiarato all'ats il portavoce del Comando corpo guardie di confine (Cgcf) per il settore meridionale Davide Bassi. L'effettivo globale di agenti (dal comandante in giù) attivi a Sud delle Alpi salirà quindi da 298 a 304 persone.

La decisione di attribuire 6 guardie in più al confine meridionale è stata presa dal Consiglio federale per far fronte all'aumento della criminalità transfrontaliera e dei migranti illegali.

Globalmente, anche su pressione del parlamento e, in particolare, della Deputazione ticinese alle Camere federali, il Governo ha accettato di istituire 24 posti in più, la maggior parte dei quali - 10 - destinati a Ginevra, come si evince dalla risposta di ieri dello stesso esecutivo all'interpellanza di Markus Lehmann (PPD/BS).

Stando a Bassi, queste 24 persone hanno seguito una scuola apposita, i cui corsi sono incominciati lo scorso giugno. La formazione di una futura guardia di confine dura un anno.

Attualmente, ha detto Bassi, la scuola aspiranti di Liestal (BL) per il 2014 conta 20 agenti italofoni. Al momento sono in corso le procedure di reclutamento per la scuola del 2015, ha aggiunto.

Solo l'anno prossimo, il corpo delle guardie di confine dovrà fare i conti con una quindicina di pensionamenti che dovrebbero essere compensati con i giovani formati quest'anno, sempre che tutte queste persone riescano a finire il corso.

Bassi ha parlato di circa un 10% di aspiranti che ogni anno getta la spugna oppure non supera gli standard richiesti per diventare guardia di confine. Si tratta di una scuola selettiva, ha sottolineato, che prevede esami a scadenze ravvicinate, con l'obbligo di mantenere determinate medie.

In merito alle richieste formulate da molti sindaci e politici del Mendrisiotto di un presidio rafforzato dei confini, fino alla chiusura dei valichi la notte, Bassi ha sostenuto che i controlli mobili e a sorpresa delle pattuglie della Cgcf hanno permesso il fermo, in costante crescita da qualche anno in qua, di persone ricercate o intenzionate a compiere crimini in Ticino.

Una presenza rafforzata nei posti di guardia non significa "ipso facto" un calo delle rapine e dei furti nelle case, ha sostenuto il portavoce della Cgcf, anche se non si può sottovalutare l'eventuale effetto deterrente.

A proposito della chiusura dei valichi la notte, specie quelli secondari, per scoraggiare i malintenzionati provenienti dall'Italia, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha dichiarato recentemente che un simile passo non è possibile. Attualmente, l'unico valico che viene sbarrato di notte è quello di Pizzamiglio, ha spiegato Bassi.

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