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Grido d'allarme ebrei svizzeri, aumenta ostilità nostri confronti
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Grido d'allarme degli ebrei svizzeri, che denunciano un forte aumento dell'ostilità nei loro confronti in relazione all'escalation della situazione in Medio Oriente. "L'odio ha ormai raggiunto una nuova dimensione", afferma Herbert Winter, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI).

"A differenza del passato, non siamo stati solo insultati", scrive Winter in un contributo pubblicato dal "Tages-Anzeiger", che ripercorre quanto successo prima della manifestazione pro-palestinese svoltasi venerdì sera a Zurigo. "Vi è stato chi ha incitato alla violenza contro gli ebrei. Decine di volte. Apertamente. Chi odia Israele e gli antisemiti hanno annunciato che a Zurigo si sarebbero 'rifatti i connotati ai sionisti' e si sarebbero 'inditimiditi' o 'lapidati' gli ebrei".

Con il pensiero a quanto successo a Parigi, dove di recente due sinagoghe sono state attaccate, la FSCI ha informato la polizia, ha invitato i membri alla prudenza e ha reso pubbliche le minacce. "Dopo di che è partita veramente una tempesta. Un'ondata di odio ci ha travolto, notizie offensive e diffamatorie ci hanno raggiunto minuto dopo minuto. Ebrei preoccupati si sono chiesti se nel fine settimana dovessero rimanere in casa: vi erano infatti voci secondo le quali la dimostrazione si sarebbe tenuta nel quartiere di Wiedikon, dove vive la maggioranza degli israeliti religiosi", rivela Winter. L'insicurezza nella comunità era molto forte: è stato difficile tranquillizzare gli animi, ha aggiunto.

Anche se i temuti attacchi poi non ci sono stati, per l'esponente della FSCI rimangono senza risposta diverse domande. Chi è responsabile per la propaganda? Come è da interpretare il fatto che la gran parte di chi minaccia e ingiuria ha nomi che fanno pensare a radici nei Balcani, in Turchia o in paesi arabi?

Per Winter non si può parlare di passato pericolo. "L'odio nelle menti di coloro che ci hanno minacciato dopo la manifestazione non è improvvisamente scomparso". In gioco non vi sono solo gli ebrei svizzeri: a suo avviso i politici e i capi religiosi devono assumere posizioni chiare contro l'odio. "Quello che è chiaro è che noi ebrei svizzeri non ci faremo intimidire", conclude il presidente della FSCI, che ringrazia peraltro anche per le attestazioni di solidarietà e simpatia pure ricevute dalla comunità negli ultimi tempi.

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