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Segretario Stato Rossier deplora atteggiamento bellicoso contro UE
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Il Segretario di Stato per la politica estera della Confederazione Yves Rossier denuncia "la retorica bellicosa" utilizzata nei confronti dell'Unione europea (UE), diffusa nei discorsi politici e nei giornali svizzeri. Questo distorce la realtà, afferma Rossier in un'intervista al quotidiano "Neue Zürcher Zeitung" pubblicata oggi.

"Si crede a volte che la Svizzera sia attorniata da un mucchio di nemici che avrebbero il solo scopo di distruggerla", dice il segretario di Stato. "Ma i nostri vicini sono i nostri partner più importanti".

"A livello di politica sociale e valori, abbiamo più in comune con i nostri vicini europei che con qualsiasi altro Paese del mondo", sottolinea Rossier. Si tratta di una "retorica bellicosa" che è stimolata principalmente da motivi di politica interna, "ma che non corrisponde alla realtà".

Le relazioni tra la Svizzera e l'UE si sono molto evolute. "I nostri vicini oggi non sono più quattro su sei (in realtà tre su sei perché l'Austria non era tra i Paesi fondatori dell'UE, ndr) o su dodici Stati membri dell'UE, ma quattro su 28, e per far sì che nuovi negoziati sulla libera circolazione delle persone possano aver luogo, questi 28 Paesi devono tutti approvarli", ricorda.

Rossier non ha voluto fare commenti a proposito di una bozza di lettera di Catherine Ashton, alta rappresentante della politica estera UE, apparsa recentemente nei media. Ashton vi rifiuta la richiesta di trattative da parte della Svizzera concernente l'accordo sulla libera circolazione. Il Segretario di Stato afferma solamente di non aver mai ricevuto la missiva.

Negoziati con Bruxelles possono essere condotti anche dopo il voto del 9 febbraio che chiede l'introduzione di contingenti ledendo il principio della libera circolazione intangibile per l'UE, commenta il Segretario di Stato. La questione è di ordine politico: "Dobbiamo trovare una soluzione basata su interessi comuni".

Per Rossier nessuno degli oltre 100 trattati firmati tra la Svizzera e l'UE è "assolutamente vitale" in caso di rescissione degli accordi bilaterali. "Se la cooperazione sarà terminata in tutti i settori, ci saranno però gravi e imprevedibili conseguenze", avverte.

Per quanto riguarda un accordo quadro istituzionale, su cui sono in corso trattative da alcune settimane, Rossier dice: "Non c'è un'intesa". Non sono nemmeno stati discussi ancora tutti gli argomenti.

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