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OSAR: 150 famiglie pronte ad accogliere rifugiati
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Circa 150 famiglie e privati cittadini di tutta la Svizzera si sono detti disposti ad accogliere un numero ancora imprecisato di profughi, rispondendo all'appello lanciato nell'ottobre scorso dall'OSAR, l'Organizzazione d'aiuto ai rifugiati. Il portavoce Stefan Frey ha confermato cifre pubblicate oggi da "Le Temps", ma già rese note la settimana scorsa dalla stampa svizzero-tedesca.

"La volontà di queste persone è forte, ma bisogna essere prudenti: non basta mettere a disposizione una camera", ha spiegato Frey. Le offerte di aiuto saranno esaminate dai cantoni caso per caso e un primo bilancio dell'operazione sarà stilato nei prossimi mesi.

Si tratta di un'azione che ricorda quella del 1973, dopo il colpo di stato in Cile. Allora, per accogliere un rifugiato, bastava un semplice invito, mentre oggi tutto questo non è più possibile visto che "il quadro giuridico non è più lo stesso".

Frey ha anche detto che l'operazione concerne soltanto i rifugiati, ossia persone che beneficiano di un ammissione provvisoria, oppure i richiedenti asilo che hanno buone probabilità di ottenere protezione in Svizzera: esclusi quindi i migranti giunti di recente in territorio elvetico.

L'idea di collocare i rifugiati presso privati e famiglie è sostenuta dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali, che l'ha giudicata "interessante".

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