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Minimo vitale incondizionato: si rimpacchettano 8 milioni di 5 cts
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In occasione della consegna delle firme dell'iniziativa popolare per un "reddito di base incondizionato", il 4 ottobre scorso, sono stati sparsi su Piazza Federale otto milioni di pezzi da cinque centesimi, a dimostrare che i soldi ci sono. In seguito i promotori hanno pensato di vendere la montagna di spiccioli. Malgrado l'interesse mediatico dell'avvenimento, anche a livello mondiale, la vendita non ha avuto successo e ora si stanno rimpacchettando le monetine per consegnarle alla Banca Nazionale.

Una settantina di potenziali acquirenti - fra cui musei, galleristi, ma anche privati - hanno manifestato il loro interesse, ma la vendita non è andata in porto. Essa implica anche una sfida logistica: tutti quei soldini pesano infatti 15 tonnellate.

"Abbiamo dovuto chiedere un credito per comperare le monetine e ora occorre rimborsarlo. Ma non disponiamo di alcun patrimonio", ha dichiarato ieri alla radio svizzero tedesca SFR Daniel Häni, del comitato iniziativista.

Così si è deciso di rimpacchettare tutte le monetine e di consegnarle alla Banca Nazionale. Ma non è stata cosa facile. "L'istituto centrale in un primo tempo si è rifiutato di riprenderle. Per diversi giorni siamo rimasti con quasi mezzo milione di franchi (400'000, ndr) che improvvisamente non valevano quasi più niente", ha detto all'ats Che Wagner, uno dei promotori dell'iniziativa. Poi si è finalmente giunti ad un accordo.

Ma è anche stato necessario trasportare la massa di cinque centesimi con dei camion da Basilea in Svizzera romanda, dove c'è un macchinario apposito per riconfezionare le monetine in rotoli di carta. Per la dimostrazione in Piazza Federale gli iniziativisti le avevano scartate a mano.

Ora è ancora in vendita una grande cassaforte (9 metri per cinque) del 1912, usata per la manifestazione, di un valore di tre milioni di euro.

L'iniziativa inoltrata in ottobre chiede che la Confederazione provveda "all'istituzione di un reddito di base incondizionato" - 2500 franchi al mese per tutti, lavoratori e no - allo scopo di "consentire a tutta la popolazione di condurre un'esistenza dignitosa e di partecipare alla vita pubblica". Le modalità di finanziamento, valutato a 200 miliardi di franchi all'anno, e l'importo del reddito di base dovranno essere fissati dal parlamento con un'apposita legge.

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