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Invalidità: meno rendite, ma difficile ritornare nel mondo attivo
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È un bilancio in chiaroscuro quello presentato oggi dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) circa le ultime revisioni dell'Assicurazione invalidità (AI): mentre il numero di rendite è in costante diminuzione grazie alla 4a e 5a revisione, l'ultimo ritocco di questa importante assicurazione sociale, che avrebbe dovuto permettere un ritorno al mondo del lavoro dei disabili, non ha finora ottenuto gli effetti sperati.

Sulla base di una analisi delle ultime riforme dell'invalidità, la VI revisione, entrata in vigore nel 2012, avrebbe dovuto ridurre il numero di rendite in corso (complete e parziali) di 12'500 unità entro il 2019.

Finora, tuttavia, i risultati degli sforzi compiuti hanno dato risultati mediocri: sulla base di stime compiute nel 2009, negli ultimi due anni avrebbero dovuto scomparire 4364 rendite, mentre i dati parlano di 2776 vitalizi stralciati.

Sulla base di un riesame delle prestazioni erogate, si è constatato che il numero di rendite tagliate dopo la VI revisione dell'AI non è superiore al periodo ante-riforma. Rispetto al periodo precedente, vengono fatti valere in modo più marcato rispetto alle attese peggioramenti dello stato di salute, indica l'UFAS.

Alcune centinaia di persone in più rispetto al passato hanno potuto godere di provvedimenti volti al loro reintegro nel mondo attivo. I risultati di queste misure si potranno misurare solo col passare del tempo. Stando all'UFAS, sono circa il 20% in più i beneficiari di una rendita AI rispetto al periodo precedente la revisione ad approfittare di simili misure d'integrazione. L'obiettivo è fare in modo che, fino al 2018, 17'000 persone possano ritornare nel mondo del lavoro.

Nonostante le ripercussioni contenute dell'ultima riforma dell'AI, il numero globale di rendite è in costante flessione: 12'231 dal 2008 al 2013. Il calo è stato più veloce di quanto stimato nel 2009; all'epoca si credeva che tale cifra sarebbe stata raggiunta solo nel 2016. L'UFAS spiega il fatto con l'eccessivo pessimismo circa le ripercussioni della 4a e 5a revisione. Gli uffici AI hanno concesso meno rendite di quanto previsto. Nel 2013, per esempio, le nuove rendite attribuite sono state circa 13'100, a fronte di 15'500 attese dall'UFAS.

In breve: benché il numero di rendite "tagliate" in corso sia stato inferiore alle attese, gli uffici preposti hanno concesso anche meno "nuove" rendite. L'UFAS stila quindi un bilancio - per quanto non definitivo - positivo della 4a e 5a revisione dell'AI, sottolineando che non tutte le misure prese hanno ancora espletato gli effetti attesi. Nel gennaio scorso, erano registrate in seno all'AI 229'800 rendite, numero in ribasso.

Il calo delle nuove rendite ha avuto un impatto importante sulla situazione finanziaria dell'AI. Il consigliere federale Alain Berset ha parlato di una grossa influenza sulle uscite. Insomma, siamo sulla buona strada per il risanamento di questa assicurazione e del progressivo assorbimento del grosso debito che l'opprime.

La VI revisione si proponeva anche di ridurre il numero di rendite in corso causate da problemi non sempre facilmente quantificabili, come il cosiddetto "colpo di frusta" al collo. L'UFAS stimava un taglio delle rendite di 4500 unità: dopo due anni dall'avvio della riforma e il riesame di circa 80'000 dossier, le rendite annullate sono state soltanto 500.

Per l'UFAS, ciò dimostra che il potenziale di risparmio è stato chiaramente esagerato. Nella maggior parte dei casi le rendite concesse erano giustificate, sia sulla base di nuove perizie, oppure perché nel frattempo la salute del beneficiario è peggiorata.

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