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TG: 'ndrangheta a Frauenfeld, 2 arresti a Reggio, 16 mandati in CH
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A Frauenfeld (TG) è operativa, da circa 40 anni, un'articolazione della 'ndrangheta direttamente collegata alle cosche di Vibo Valentia e di Reggio Calabria. L'esistenza della "locale di Frauenfeld" è stata confermata nel corso di un'indagine portata avanti dalla polizia federale (Fedpol) in collaborazione con gli inquirenti italiani.

Lo ha indicato all'ats un portavoce del Comando dei carabinieri di Reggio Calabria, precisando che due italiani residenti in Svizzera sono stati arrestati oggi nel Reggino, mentre di altri 16 si starebbero occupando gli inquirenti elvetici. Da parte svizzera per ora bocche cucite.

Gli indagati, componenti dell'articolazione territoriale denominata "Società di Frauenfeld", dipendente dalla "Locale di Fabrizia" (di Vibo Valentia), sono accusati di associazione mafiosa aggravata dalla transnazionalità.

Il portavoce ha precisato che le indagini hanno preso il via circa due anni fa e sono state principalmente condotte dagli inquirenti elvetici, con l'ausilio della magistratura italiana. È emerso che un gruppo di cittadini italiani emigrati negli anni settanta nella località turgoviese, "assolutamente insospettabili nella vita in Svizzera", erano in realtà membri della 'ndrangheta. Questa appartenenza è documentata da una serie di intercettazioni di riunioni nelle quali venivano distribuite le cariche all'interno della cosca, la cui attività era principalmente legata al traffico di droga.

Il dato essenziale appurato, sino ad ora inedito, riguarda la piena operatività da circa 40 anni della succursale elvetica: agli atti dell'inchiesta c'è un'intercettazione in cui uno degli indagati dice ".. la nostra società è formata da 40 anni ..". In poche parole, ha precisato il portavoce dei carabinieri, diversi decenni fa "questi uomini sono emigrati in Svizzera e si sono portati con se l'appartenenza alla cosca".

Appurata la presenza in Calabria di due dei 18 membri della "Società di Frauenfeld", la magistratura italiana ha ritenuto opportuno procedere d'urgenza al loro arresto, in quanto sospettati "di reati efferatissimi", ha precisato il portavoce. Gli altri sedici si trovano presumibilmente in Svizzera e sono al centro delle indagini degli inquirenti elvetici. Qualora venissero fermati sarebbero estradati in Italia. Il portavoce ha lodato il lavoro dei colleghi svizzeri, "che hanno fornito un supporto assolutamente fondamentale all'indagine".

Interpellati dall'ats, finora né Fedpol, né il Mistero Pubblico della Confederazione e neppure la polizia cantonale di Turgovia hanno voluto esprimersi sui fatti. Presumibilmente - secondo il portavoce italiano - perché l'indagine è ancora in corso.

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