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Isis, "attaccate New York". Obama, con noi oltre 40 paesi
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Vertice in Florida tra Barack Obama e i suoi generali per preparare la nuova fase dell'offensiva contro l'Isis, quella che vedrà estendere i raid aerei anche in Siria. "Sono con noi oltre 40 Paesi", ha detto il presidente americano dopo aver fatto il punto della situazione con i vertici dello Us Center Command (Centcom), quello da cui dipendono tutte le operazioni militari in corso.

E mentre il Commander in Chief nella base di MacDill, a Tampa, mette a punto il suo piano, cresce l'allarme terrorismo, con una nuova chiamata alle armi dei jihadisti che postano un nuovo minaccioso quanto spettacolare video in stile Hollywood. E che su un forum online incitano ad attaccare Times Square e altri obiettivi in tutta l'America.

"Al momento non c'è alcuna minaccia specifica", assicura Obama, ribadendo però come senza una forte ed efficace azione di contrasto lo Stato islamico può davvero fare paura anche in casa, in Occidente. E a suonare il campanello d'allarme è persino il solitamente prudente capo della polizia di New York, Bill Bratton: la città "è entrata in una nuova era" in cui sono possibili attacchi terroristici, anche da parte di cittadini americani reclutati dai jihadisti.

Quest'ultima possibilità - spiega - "è davvero reale", e cresce notevolmente man mano che chi ha combattuto al fianco dell'Isis in Siria e in Iraq torna in America. Anche il ministro degli Interni, Jeh Johnson, ha sottolineato in Congresso la necessità di "restare vigili" in questa delicata fase. Molti i segnali preoccupanti nelle ultime ore. Anche l'arresto a Rochester, nello Stato di New York, di un sospetto reclutatore di militanti jihadisti - Mufid Elfgeeh, 30 anni, originario dello Yemen e proprietario di un negozio di alimentari - accusato di aver cercato di fornire sostegno materiale ai terroristi dell'Isis e di aver tentato di uccidere dei soldati americani.

Gli occhi sono ora puntati su ciò che accadrà nei prossimi giorni, con la Casa Bianca che potrebbe dare il via libera al bombardamento dei santuari dell'Isis in Siria. Ma niente truppe di terra, ha ribadito il presidente americano, frenando su quella che era sembrata un'apertura da parte del capo di Stato maggiore americano, Martin Dempsey.

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