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26.12.2015 - 09:440

Frontalieri, salari, disoccupazione ed assistenza. Ecco la fotografia (non bella) del mercato del lavoro in Ticino

L'Ufficio cantonale di statistica ha pubblicato in questi giorni uno studio sull'evoluzione del mercato del lavoro in Ticino, pure in rapporto alla Svizzera. E non mancano cifre da brividi...

BELLINZONA – L'Ufficio cantonale di statistica ha pubblicato in questi giorni uno studio sull'evoluzione del mercato del lavoro in Ticino, pure in rapporto alla Svizzera. Di seguito alcuni dei dati più significativi estrapolati dallo studio.

Considerazioni generali

La figura prevalente dell’occupato uomo, impiegato a tempo pieno e nella medesima impresa per diversi anni diventa sempre meno attuale. Le donne lavorano sempre di più e le forme di lavoro si moltiplicano, diventando più flessibili e talvolta anche precarie. Una realtà che spinge sempre più individui nel già sottile e sempre meno definito confine che separa lo statuto di occupato da quello di disoccupato. Inoltre, il percorso tradizionale che dalla formazione conduceva all’impiego e in seguito alla pensione, oggi è più articolato, variegato e meno lineare di un tempo. La formazione diventa continua, i tempi passati sui banchi di scuola si allungano e si frammentano nel corso della carriera professionale, le entrate e le uscite dal mondo del lavoro diventano più frequenti. Ad accentuare questi mutamenti si aggiungono le revisioni di leggi e la liberalizzazione del mercato, così come le fasi di espansione e di contrazione economica.

Aziende e attività economica

Il tessuto economico ticinese è composto di 33’311 aziende in cui lavorano 212’679 addetti. Queste cifre rappresentano il 5,1% dell’economia nazionale in termini d’aziende, e rispettivamente il 4,3% per quanto concerne addetti e impieghi. L’economia ticinese, fortemente terziarizzata, cresce più velocemente della media nazionale, ed è formata da una miriade di micro-aziende: il 91% di tutte le aziende ha meno di 10 addetti.

Occupazione

Il mercato del lavoro ticinese è da sempre caratterizzato da una forte presenza di manodopera straniera. Nel 2014 i lavoratori stranieri sono poco meno della metà di tutti gli occupati, mentre su scala nazionale la stessa quota è del 30%. La presenza di frontalieri gioca un ruolo cruciale su tale incidenza: se in Ticino il 27% (1 su 4) degli occupati è un pendolare d’oltre confine, nell’insieme del paese tale gruppo rappresenta il 6%. Da fine anni novanta a oggi il numero di pendolari confinanti è raddoppiato oltrepassando le 60.000 unità Il mondo dell’impiego ha vissuto anche un importante e relativamente recente aumento del lavoro interinale. Sono soprattutto gli stranieri che fanno capo a questa particolare forma di lavoro, e nella fattispecie prevalentemente frontalieri e personale straniero che beneficia delle procedure di notifica.

Salari

In Ticino la mediana del salario mensile lordo ammonta a 5.091 franchi (dato del 2012 riferito al settore privato). In dieci anni le retribuzioni hanno segnato un incremento dell’11,1%, cioè di 510 franchi. L’avanzata su scala nazionale (+13,6%) è stata leggermente più marcata rispetto a quella registrata nel nostro cantone (+11,1%), e di conseguenza il divario tra le retribuzioni ticinesi e quelle nazionali si è ampliato passando dal 15 al 17%. Tutte le fasce della distribuzione salariale hanno beneficiato di un aumento, ma la dinamica positiva è stata più accentuata per le fasce più alte della distribuzione rispetto a quelle più deboli. Il divario retributivo tra i generi si situa attorno a 1’000 franchi mensili (ossia al 20%) in favore degli uomini, e in dieci anni è rimasto sostanzialmente stabile. Generalmente, i lavoratori svizzeri sono meglio retribuiti degli stranieri. Il divario più pronunciato è nei confronti dei frontalieri (pari a circa 1.300 franchi mensili, cioè del 23%).

Disoccupazione

Nel 2014 in Ticino si stimano 11’983 persone disoccupate. Gli stranieri residenti costituiscono circa la metà di questo numero e sono mediamente sfavoriti da un più basso grado di formazione. Il numero di disoccupati “over 45” è quasi raddoppiato così come è evidente l’aumento della disoccupazione giovanile. I tassi di disoccupazione misurati a livello svizzero e cantonale si muovono tendenzialmente nella stessa direzione, ciò che indica come la dinamica ticinese segue quella nazionale ma il tasso di disoccupazione ticinese presenta oscillazioni stagionali più marcate rispetto a quello nazionale. Il 42% dei disoccupati iscritti è di sesso femminile.

Assistenza sociale

In Ticino tra il 2010 e il 2014 a fronte di un calo del numero di disoccupati, il numero di persone che beneficia dell’assistenza sociale è aumentato da 4.326 a 6.428. Sono 5’604 le domande pagate nel 2013 in uguale misura a uomini e donne. Il numero di assistiti sta crescendo rapidamente in Ticino, ma il rispettivo tasso è sempre inferiore a quello nazionale.

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