CORONAVIRUS
La storia di Paride Nessi: no caso di rigore, no lavoro ridotto. E Cotti lancia l'idea di una "tassa Covid": "Ministri, a che gioco state giocando?"
Il municipale di Locarno commenta lo sfogo del garagista: "Così non va, il registro deve cambiare, subito!”

LOCARNO - Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di Paride, Paride Nessi, titolare di un autosalone di veicoli d’occasione a Locarno, la Nessi Car Sagl. Nessi ha spiegato la sua situazione in un post su Facebook e ci ha contattati. Una parte del suo garage è adibita alla vendita e una parte a officina.

“Ieri – racconta Nessi - il mio contabile, dopo essersi consultato con il Cantone, mi ha comunicato che attività come la mia, dove c’è una doppia attività, nonostante una, la vendita, sia chiusa da 40 giorni, non ha diritto agli aiuti e non rientra nei casi di rigore. Ora io mi chiedo: sono 40 giorni che non posso vendere un’automobile, l’officina è aperta ma non ci sono clienti (fatturato di febbraio circa 1500 franchi) e mi viene detto che non ho diritto a nulla?”.

 

Non solo: in quanto salariato ma al tempo stesso titolare della sua società, Paride Nessi non ha diritto al lavoro ridotto. Una situazione assurda, in quanto durante il primo lockdown, quello della primavera scorsa, le indennità di lavoro ridotto erano state estese anche ai titolari/dipendenti delle società, quelli che ci mettono la faccia e non si nascondono dietro azionisti di comodo.

Ma questa volta no. E più che una dimenticanza da parte dell’autorità federale sembra una scelta deliberata.

È una colpa?, si chiede giustamente Nessi. “Per un paese come il nostro è una vergogna”, conclude.

 

Prendendo spunto dallo sfogo del garagista, il municipale di Locarno Giuseppe Cotti lancia una proposta, sempre su Facebook: “Come quella di Paride ho sentito tante altre storie in queste settimane, storie di persone che hanno faticato una vita per realizzare un sogno: la propria impresa, dando lavoro a tante persone. Storie di persone che ora vedono questo sogno svanire, storie di persone che hanno perso la fiducia. Con mia moglie ho la fortuna di avere un lavoro e sarei anche disposto ad accettare una tassazione straordinaria (una tantum) Covid-19 a favore di un fondo per aiutare le piccole e medie imprese in difficoltà. Ma mi chiedo: Consiglieri federali a che gioco state giocando? Così non va, il registro deve cambiare, subito!”.

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