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Giuseppe Cotti a muso duro sulla scuola: "Un pasticcio nato dall'ostinazione. Dipartimento sconnesso dalla realtà del territorio"
Il municipale: “Non sarà per nulla facile far stare in piedi questo pasticcio e tantomeno facile sarà spiegarlo agli allievi ed alle famiglie"
TiPress/Alessandro Crinari
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Il Municipio di Lugano: "A scuola l'11 maggio solo gli allievi di quinta elementare"

30 APRILE 2020
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La scuola riapre l'11 maggio. Classi divise, solo alcune materie in presenza, sicurezza: ecco le direttive

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LOCARNO - Giuseppe Cotti, lei è responsabile del Dicastero scuola nel Municipio di Locarno. Municipio che ha già espresso contrarietà all’idea di riaprire le scuole l’11 maggio. Idea che oggi è diventata una decisione governativa. Qual è la sua reazione?

“Il Consiglio di Stato ha adottato un modello di apertura difficilmente attuabile, che crea non pochi problemi di ordine pratico e che in alcun modo risolve i problemi delle famiglie con maggiori esigenze, sia pedagogiche che di accudimento. Tenuto conto dei "pochi" giorni mancanti alla conclusione dell'anno scolastico non sussiste peraltro alcuna proporzionalità fra i rischi assunti con questa apertura e i benefici della stessa”.

 

Giorgio Fonio, deputato e vicepresidente del PPD, il suo Partito, ha scritto oggi che questa decisione ricadrà sulle spalle di chi la scuola la vive e la fa…

“Sono d’accordo, l’aspetto che più di altri stride è proprio la mancanza di attenzione e soprattutto di ascolto verso chi la scuola la vive tutti i giorni. Il Dipartimento ha mostrato una volta ancora di essere sconnesso con la realtà del territorio”.

 

Il ministro Manuele Bertoli ha deplorato nei giorni scorsi il fatto che il dibattito sulla riapertura delle scuole sia diventato un confronto politico… Lei che ne pensa?

“Per cortesia, non la si metta sul piano politico, come ha già tentato di fare il direttore del Dipartimento. Numerose sono infatti state in questi giorni le posizioni critiche giunte dal mondo della scuola, posizioni del tutto inascoltate. Vi è peraltro un aspetto che appare incomprensibile: da una parte il Dipartimento veicola gli esami di maturità, che si sarebbero potuti organizzare in piena sicurezza, come un aspetto del tutto secondario (quando in realtà questi esami sono importanti), dall'altro esige che gli allievi delle scuole elementari si presentino a scuola in condizioni difficili da rispettare e da far rispettare. Senza contare tutte le criticità già lungamente espresse, non solo da diversi Comuni ma soprattutto da numerosi corpi docenti”.

Quindi cosa intendete fare a Locarno?

“Non sarà per nulla facile far stare in piedi questo pasticcio e tantomeno facile sarà spiegarlo agli allievi ed alle famiglie. Avremmo onestamente preferito continuare ad investire risorse fisiche ed umane per gli allievi con necessità particolari, per un servizio di accudimento estivo e per una diversa (ma il più possibile normale) riapertura a settembre. Tutto ciò è vanificato dall'ostinazione di poche persone”.

 

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