Massimo Vicedomini, di BMW, e Ivano Riverso, di Renault, spiegano l'andamento del mercato: nei primi sei mesi del 2013 siamo a meno 10% ma rispetto a due anni record

TICINO – Gli ultimi due anni hanno fatto registrare cifre da record per il mercato automobilistico svizzero con un numero di veicoli venduti che non si vedeva dal 1989 e un tasso di crescita simile a quello del 2001. Ma già a ottobre, l’UPSA (Unione Professionale Svizzera dell’Automobile) prevedeva per il 2013 una diminuzione delle vendite pari all’11%.
Arrivati a metà anno facciamo il punto sulla situazione confrontando le esperienze di due importanti concessionarie ticinesi tramite la voce dei loro direttori: Massimo Vicedomini per il Garage Rivapiana di Locarno (concessionario BMW) e Ivano Riverso per la sede di Bioggio di AUTORS SA (concessionaria Renault per il Ticino). Nonostante le differenze di offerte e clientela, i due direttori tracciano un quadro del mercato automobilistico ticinese molto simile: qualche problema c’è, ma si continua a viaggiare su grandi numeri.
Riverso ci conferma che in Ticino il mercato dell’auto sta perdendo il 9,74% allineandosi al dato previsto a livello nazionale. Per Renault in particolare a livello svizzero sta andando meno bene, ma il dato positivo è a livello ticinese, dove le vendite si sono mantenute stabili rispetto all’anno scorso. Mentre Vicedomini registra nel suo settore addirittura un lieve aumento rispetto al 2012 dovuto alla forte concorrenza sul mercato e al conseguente abbassamento dei prezzi delle vetture.
Le previsioni dell’istituto economico BAKBASEL indicavano che i prezzi sarebbero rimasti bassi favorendo l’acquisto, ma anche che sarebbe aumentata la pressione sulle aziende, soprattutto medio-piccole, a causa del franco svizzero forte che limita ulteriormente i margini di profitto. Dalle esperienze dei due direttori però il problema sembra essere superato e si trasforma in un vantaggio per il cliente.
“Consolidato l’abbassamento del cambio euro-franco praticamente tutte le case automobilistiche hanno ridotto i loro prezzi di listino – dice Riverso –. Il cliente approfitta quindi di un prodotto molto più vantaggioso: oggi con 20mila franchi compriamo molto più di quanto compravamo 20 anni fa in tecnologia, sicurezza, prestazioni, spazio e confort. L’ulteriore variabile che è il cambio euro-franco, ma anche yen-franco, ha portato il consumatore svizzero a essere molto avvantaggiato rispetto al consumatore europeo grazie al suo potere di acquisto. Lo si vede anche nella statistica delle marche vendute che sono mediamente più care.”
Anche Vicedomini conferma che, passato il periodo di adattamento dei prezzi, la pressione della zona euro è ora avvertita molto debolmente, “tanto che non parlerei nemmeno più del problema del franco forte nel settore automobilistico. Quello che invece è successo con questo calo della forza del franco è un calo del mercato dell’usato. Chiaramente le vetture nuove con questi prezzi tendono a far concorrenza all’usato. Mentre una volta comprare l’usato ‘giovane’ era un affare, oggi questa differenza si è assottigliata parecchio.”
In generale non c’è un netto divario fra usato e nuovo, ma quest’ultimo ha acquistato una forza attrattiva maggiore grazie alla scarsa differenza di prezzo. L’esempio più eclatante è il marchio Dacia che propone un modello di auto low-cost. Riverso ci spiega che “l’acquirente Dacia viene spesso dal mercato dell’auto-occasione, al quale questo modello è una valida alternativa, visti i prezzi bassissimi.”
Ad avvantaggiare la scelta del nuovo rispetto all’usato sembra concorrere anche l’aumento generale dei costi per l’automobilista. Le statistiche dimostrano che i grossi motori benzina si vendono molto meno proprio perché disincentivati dal profilo fiscale. Inoltre l’ecoincentivo in Ticino ha avuto la sua influenza, oggi non si rinuncia alla macchina, ma si valutano attentamente tutti i fattori preferendo auto tecnologicamente avanzate e più rispettose dell’ambiente.
Anche Vicedomini conferma che sta aumentando sempre più la domanda di auto ecologiche: “Vediamo un’attenzione di principio verso i veicoli ecologici, ma anche finanziaria. Quando si compra una macchina vengono valutati in maniera molto attenta tutti gli aspetti, come il consumo, piuttosto che i bonus sulla tassa di immatricolazione. Sono dei fattori importantissimi oggi, e molto sentiti dai clienti.”
Sempre a causa del franco forte sembrava profilarsi all’orizzonte il problema del mercato parallelo o diretto con l’Italia che ha avuto un piccolo sviluppo nel corso dello scorso anno. Ma ora che molti importatori svizzeri hanno adattato i loro listini al nuovo tasso di cambio, la differenza di prezzo che rendeva interessante il mercato parallelo è svanita.
Inoltre Riverso spiega che bisogna fare attenzione ai modelli diversi su cui poggia il mercato parallelo: le auto sono meno equipaggiate e con motori meno prestanti rispetto all’offerta svizzera, perciò quella che all’occhio sembra una grande differenza di prezzo, se analizzata bene non è più tale. Comunque, la Svizzera ha dei costi generali più elevati e quindi una piccola differenza di prezzo c’è e ci sarà sempre, ma non tale da determinare uno spostamento del mercato.” “Anche perché noi abbiamo delle garanzie e dei servizi che in Italia non hanno e questo facilita la fedeltà del cliente”, aggiunge Vicedomini.
In generale quindi la situazione del mercato dell’automobile in Ticino e Svizzera, nonostante il calo, rimane buona. Riverso si dice ottimista: “La diminuzione è quasi automatica dopo anni di boom. Siamo a meno 10% rispetto al secondo anno record della storia, siamo sempre a ottimi livelli quindi. Quindi io non ho particolari timori sulla tenuta del mercato in Svizzera.”
IB