SCUOLA E LAVORO
UDC, Verdi e PS uniti: lo strano triciclo contro i padroncini
Chiesa, Savoia e Lurati firmano insieme una mozione: "Smettiamola di stendere tappeti rossi: stop alle notifiche online e chi vuole il permesso venga personalmente a Bellinzona"

BELLINZONA - Verdi, UDC e PS. Ovvero i due partiti di opposizione rappresentati in Gran Consiglio e la sinistra di Governo. Lo potremmo definire uno strano triciclo, non essendo i tre partiti alleati fra loro, anzi. E proprio per questo si tratta di un segnale politico forte. Verdi, UDC e PS, infatti, uniscono le forze contro il degrado e le derive del mondo del lavoro.  Lo fanno con una mozione firmata dal capogruppo democeentrista Marco Chiesa, dal coordinatore degli ecologisti Sergio Savoia e dal presidente socialista Saverio Lurati.

Come per il PPD, che oggi ha presentato un atto parlamentare, anche tre deputati mettono nel mirino la questione dei padroncini.

"Prezzi insostenibili per i nostri artigiani"

"Da tempo il mondo politico si interroga sulle facilitazioni burocratiche concesse ai cosiddetti “padroncini”. Questi, cittadini dell'UE-25/AELS e lavoratori distaccati in Svizzera da imprese o società con sede in uno Stato dell’UE-25/AELS - si legge nell'atto parlamentare - non hanno l’obbligo di ottenere un permesso di soggiorno per svolgere un'attività lucrativa di durata inferiore a 90 giorni. Tramite, infatti, una semplicissima procedura di notifica per attività lucrativa di breve durata, i padroncini possono lavorare sul nostro territorio, spesso con prezzi insostenibili per i nostri artigiani".

Il caso piastrellisti

"A ennesima riprova di quanto sopra - scrivono Chiesa, Savoia e Lurati - è di quest’oggi il grido d’allarme pubblico lanciato sul Giornale del Popolo dall’Associazione Svizzera delle Piastrelle. L’associazione stima che nel 2012 i lavoratori dall’estero abbiano “sottratto” circa Fr. 15 milioni all’economia locale, ossia grossomodo 120 posti di lavoro".

"Visto che i politici sono tutti d'accordo..."

"Dicevamo che fortunatamente i politici sono da tempo sensibili su questo tema. Anzi - argomentano i tre deputati - non si contano le dichiarazioni di colleghi politici in cui si stigmatizza la semplicità con cui concorrenti agguerriti possono notificarsi sul nostro territorio, in completa assenza di reciprocità rispetto a quanto i nostri artigiani possono fare per lavorare in Lombardia o Piemonte. Condividendo le preoccupazioni di molti artigiani locali, penalizzati dalla burocrazia italiana e dall’assenza di reciprocità nell’ambito dell’applicazione degli accordi bilaterali, i sottoscritti firmatari chiedono (perlomeno finché non vi sia una totale e completa reciprocità in Lombardia e Piemonte) due cose".

Le richieste

1. Cancellazione della pagina internet relativa alla notifica di attività lucrative e delle istruzioni per la procedura di registrazione nella sezione dell’ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro

2. Al fine dell’espletamento della procedura della notifica deve essere fatto obbligo di presentazione personale presso un preposto ufficio cantonale ubicato a Bellinzona.

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