CORONAVIRUS
Gysin: "Porterò a Berna la richiesta di fare dietro front sul pagamento dei tamponi"
Pur a favore del vaccino, la Consigliera Nazionale non vuole eccessive pressioni su chi non desidera riceverlo. "È importantissimo ma lo è anche una vera libertà di scelta"

BERNA - Per andare al ristorante, al cinema, per partecipare a manifestazioni e fare sport al coperto servirà il certificato Covid. Chi non si vaccina dovrà fare dei test, che da ottobre saranno a pagamento: dunque, di fatto, chi sceglie di non ricevere il vaccino (o non lo può fare) si vede limitare la vita. Greta Gysin non ci sta e chiede la gratuità dei test.

La Consigliera Nazionale su La Regione si era espressa sul clima di tensione tra vaccinati e non, parlando della libertà di scelta di ciascuno. "Per evitare di fomentare ancor più la spaccatura sociale, sarebbe probabilmente buona cosa abbandonare i tentativi di convincere la controfazione: le opinioni sono largamente fatte, ogni discussione tra sordi non farà che ingrandire l’incomprensione e la diffidenza reciproca. (...). Ognuno protegga come meglio crede, a condizione che lo faccia: chi non vuole vaccinarsi si testi regolarmente, chi non vuole testarsi si isoli", aveva scritto.

Ora vuole portare a Berna la richiesta di continuare a lasciare gratuiti i test. Si dice a favore del vaccino, ma non con obblighi. "I contagi aumentano, gli ospedali sono pieni: è chiaro che servono nuove misure. In questo senso penso che l'estensione del certificato covid sia una buona cosa. L'alternativa è un nuovo lockdown, e non è una buona alternativa da nessun punto di vista", scrive.

Ma, appunto: "A questo punto però il Consiglio federale deve fare dietrofront sulla rinuncia dei test gratuiti: l'estensione del certificato covid combinata ai test a pagamento, di fatto aumentano la pressione sui non vaccinati al punto che non sarà più possibile parlare di una vera possibilità di scelta", constata.

"Porterò questa richiesta a Berna! Il vaccino è importantissimo, una vera libertà di scelta pure". 

 

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