DESIGN
Carta da parati: fuori moda? Difficile da pulire? E se dopo poco mi stanca?
Daniele Carta: "Negli ultimi anni ha riscoperto una nuova giovinezza, trovando un’infinita varietà di utilizzi e applicazioni nell’interior design"

di Daniele Carta *

Negli ultimi anni ha riscoperto una nuova giovinezza, trovando un’infinita varietà di utilizzi e applicazioni nell’interior design. Capace di creare atmosfera e donare carattere ad un ambiente, la carta da parati, oggi, viene considerata un elemento di arredo versatile e di design, usato per impreziosire e rivoluzionare gli ambienti di case e negozi.

Le fantasie tra cui poter scegliere appaiono pressoché illimitate: pattern geometrici, motivi floreali, decori tridimensionali e illusioni ottiche, contribuiscono a migliorare la percezione che si ha di uno spazio e a creare ambienti scenografici e ricchi di fascino.


Spesso, però, le persone possono commettere l'errore di prendere decisioni basandosi principalmente sull’estetica: credo, invece, che sia fondamentale domandarsi fin da subito quali siano i bisogni e le caratteristiche dell’ambiente in cui si applicherà la carta da parati, in modo da scegliere il materiale più adatto per rispondere alle specifiche necessità.
Infatti, la cellulosa non è più l’unico materiale utilizzato e, grazie alla ricerca e ai nuovi materiali design-driven, è possibile applicare la carta da parati anche in contesti tradizionalmente più ostici, come il bagno o la cucina, che implicano il contatto con l’acqua o presentano maggiori livelli di umidità e di esposizione all’usura.

Rispetto alle soluzioni in cellulosa o TNT, le sue proprietà, la facilità di manutenzione e la sua resistenza nel tempo, rendono la carta da parati in fibra di vetro il materiale che più si addice a tali ambienti. Realizzata in filati di solo vetro, resistente agli strappi, all’acqua e ai detergenti non abrasivi, la fibra del materiale è atossica, ipoallergenica, traspirante e non assorbente, cosa che la rende perfetta per ogni ambiente ed esigenza.

Tuttavia, i differenti materiali esistenti, le caratteristiche strutturali dello spazio, le pressoché infinite fantasie e le numerose variabili in gioco, possono rendere il momento della scelta complesso e carico di dubbi.

 

Qual è il segreto per essere sicuri di non sbagliare?

Prima di tutto, è buona regola analizzare a fondo l'ambiente dove si ha intenzione di applicare la carta da parati per selezionare la tipologia di materiale più adatto e funzionale rispetto al contesto. Anche in questo caso, un attento studio della luce appare determinante nell’orientare la scelta della palette cromatica più idonea, ossia capace di valorizzare al meglio uno spazio e la percezione che si ha di esso.

Se una stanza è molto luminosa si può osare con fantasie dai toni freddi o scuri, mentre se si tratta di uno spazio limitato e cieco, privo di luce naturale, è possibile prevedere specchi e quadri alle pareti per ampliare l’ambiente, prediligendo tonalità chiare anche impreziosite da trame dorate o argentee, per creare riflessi e illusioni ottiche.

In base all'atmosfera che si vuole ottenere, è possibile intervenire su un'intera parete per creare un ambiente scenografico e d’impatto, oppure lavorare su alcune porzioni circoscritte donando dinamicità e carattere. Se non si dispone di spazi ampi - come nel caso di un piccolo studio ricavato nel salotto - ciò consente di delimitare anche a livello cognitivo, oltre che estetico, l’ambiente.

Ecco perché, se inserita nel giusto contesto, la carta da parati si configura come un elemento di design fortemente emozionale, capace di creare spazi dinamici e originali, a immagine di
chi vivrà quell’ambiente.

* interior designer

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