CRONACA
Lugano Hockey, l'analisi di Joe Pieracci: "La resa dei conti sembra davvero vicina. Ma se Ireland ha ancora lo spogliatoio in mano è giusto continuare con lui"
Il giornalista della RSI sulla situazione di crisi dei bianconeri: "La società, dopo l'ultima finale persa, ha forse sopravvalutato la rosa ed è andata in confusione"

LUGANO – Quella di domani, venerdì 11 gennaio, dovrà essere la partita della svolta per il Lugano hockey targato Greg Ireland. Attualmente sotto la linea dei playoff di cinque punti, la sfida casalinga contro il ZSC Lions rappresenta un crocevia importante per la truppa dell'allenatore canadese, chiamata a reagire da subito per cercare di dare una sterzata ad una Regular Season sin qui priva di gioie.

Se lo storico capocurva dei bianconeri Mauro Medolago vede nella società la maggior parte delle responsabilità (vedi articoli suggeriti), il giornalista della RSI Joe Pieracci si concentra su quanto finora si è potuto vedere sul ghiaccio.

“Statistiche alla mano, – dichiara Pieracci a Liberatv– il Lugano occupa il terzultimo posto in classifica con la quarta peggiore difesa e il secondo miglior attacco. Elvis Merzlikins è passato da una percentuale di 92,1% di tiri parati a una pari a 91,8%, che resta ugualmente un'ottima percentuale. Questo evidentemente significa che, rispetto ai numeri, il problema è da individuare nella fase difensiva”.

Il giornalista RSI entra nel dettaglio: “Da una parte Philippe Furrer non è stato rimpiazzato adeguatamente, dall’altra Chorney, pur bravo e necessario, è molto meno forte e decisivo di altri difensori stranieri del passato. E d’altro canto, i giovani difensori ticinesi sono cresciuti forse meno rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato”.

Pieracci ritiene che, “dopo due finali (perse), era verosimilmente finito un ciclo. La società, soprattutto a causa dell’inaspettata seconda finale (quella della scorsa stagione ndr), ha forse sopravvalutato la rosa ed è andata in confusione, quando serviva anticipare una rivoluzione”.

Nello sport, si sa, il primo a pagare è sempre l’allenatore. La posizione di Greg Ireland è stata messa in dubbio da più di un tifoso in questa stagione, anche se il coach canadese ha finora sempre goduto dell’appoggio della dirigenza bianconera. “Per me – continua –, Ireland è un buon allenatore. Il tutto dipende dall’alchimia dello spogliatoio: se ha in mano il gruppo allora è giusto andare avanti, se ha perso di mano lo spogliatoio è doveroso anticipare la rivoluzione. Quando si parla di rivoluzione non bisogna necessariamente mettere in gioco l’allenatore: è più una questione di visione hockeistica e di uomini rispetto a tale visione. Insomma, il ‘problema’ è che tipo di hockey si vuole giocare, non il coach. L’hockey di oggi è veloce, diretto ed esplosivo e il Lugano attuale è ancora schiavo della logica dei ‘passaggini’...”.

La situazione in casa Lugano non è dunque delle migliori e nel post-partita dell’Hallenstadion capitan Chiesa ha dichiarato che “chi non ha capito in che situazione siamo è meglio che prenda i suoi stracci e che se ne vada”. Quelle utilizzate dal capitano bianconero, secondo Pieracci, sono “parole forti. La resa dei conti sembra davvero vicina”.

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