CRONACA
Mala-edilizia: nuova segnalazione alla Procura
Unia ha denunciato oggi un nuovo scandalo legato ai subappalti. Enrico Borelli: "Gli impresari predicano bene ma razzolano male"

MANNO - Una lunga catena di subappalti che ha coinvolto società fallite una dopo l'altra, l'ex gerente di due di queste finito in carcere per bancarotta fraudolenta e almeno una decina di lavoratori ancora in attesa di essere retribuiti per il lavoro svolto sul cantiere di Stabio dove sorgerà la sede della VF international, azienda specializzata in abbigliamento sportivo, da lavoro e casual.

Questi gli estremi dell'ennesimo caso di mala-edilizia e di malcostume imprenditoriale denuncia dal sindacato Unia e segnalato alla magistratura ticinese in questi giorni.

Un caso paradigmatico

Un caso assai paradigmatico – denuncia il sindacato -, che conferma come il meccanismo dei sub-subappalti venga utilizzato per eludere le disposizioni contrattuali nel settore dell'edilizia (grazie al supporto corale di committenti, direzioni lavori e fiduciarie spregiudicate) e che a pagarne il prezzo, alla fine, sono sempre i lavoratori e la collettività.

Il caso in esame, illustrato stamane in una conferenza stampa a Manno, riguarda la fornitura e il montaggio delle facciate esterne (in metallo e vetro) del citato stabile, che l'impresa generale (la Tigestim di Bioggio, cui spetta la sovraintendenza del cantiere) subappalta in un primo tempo a un'impresa piemontese. Questa subappalta i lavori di montaggio a una società di Lugano, la quale ripete l'esercizio con un'altra società con sede a Viganello che dopo alcuni mesi sospende i lavori per mancato pagamento delle opere. La prosecuzione delle stesse viene poi subappaltata a un'altra ditta (sempre con sede in Ticino) che pochi mesi dopo viene allontanata dal cantiere per essere sostituita da altre due società.

Nel frattempo tre delle società coinvolte nell'intricata catena di subappalti sono fallite e il gerente di due di esse è finito in carcere in Italia per bancarotta e frode fiscale.

Le parole di Enrico Borelli

“Tutti a parole dicono di essere preoccupati – ha detto il segretario cantonale di Unia Enrico Borelli -, ma anche le imprese devono assumersi le loro responsabilità e modificare il loro modo di operare nei cantieri. Troppo spesso gli imprenditori ticinesi predinano bene ma razzolano male”. E a questo punto Unia non esclude una nuova mobilitazione.

"Un malcostume che pagano i lavoratori"

A pagare le spese di questo malcostume imprenditoriale, che affonda le sue radici in Ticino – tuonano i dirigenti di Unia - sono come sempre soprattutto i lavoratori: in questa vicenda ve ne sono oltre una decina che non sono ancora stati pagati e altri a cui sono stati corrisposti salari inferiori a quelli dovuti per contratto, per un totale che supera i 200mila franchi.

"Servono misure efficaci. Subito!"

Ma anche l'intera collettività, ricordano i sindacalisti, subisce danni dalle società in stato d'insolvenza, che non sono più in grado di onorare per esempio i loro obblighi contributivi all'Avs e alle altre assicurazioni sociali. Di fronte a episodi di tale gravità, il sindacato Unia, che nel frattempo ha inoltrato una segnalazione alla magistratura affinché verifichi se vi siano i presupposti per procedere penalmente contro i responsabili delle società coinvolte, ribadisce l'urgenza di adottare misure efficaci contro questo genere di abusi, a partire dall'introduzione del principio della responsabilità solidale per le imprese che subappaltano opere a terzi.

Un principio che, secondo il modello attualmente in discussione alle Camere federali, le obbligherebbe a farsi garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate da tutti i loro subappaltatori: non solo da quelli diretti, ma dall'intera catena di soggetti che spesso ne segue, come nel caso qui denunciato. A questo proposito Unia ha trasmesso oggi una lettera aperta agli otto consiglieri nazionali ticinesi, che li invita ad adoperarsi affinché questo modello superi lo scoglio parlamentare. Infine, s'impone altresì una modifica della legislazione federale nel senso di impedire l'apertura e la gestione di nuove imprese a chi fallisce o è oggetto di procedure per mancato pagamento di salari e oneri.

Alla conferenza stampa anche l'impresario

Ma alla conferenza stampa di oggi nella sede di Unia a Manno, a sorpresa, si é presentato anche Riccardo Quadroni della Tigestim, l'impresa subappaltatrice per il cantiere di Stabio. "Anche per noi questa storia rappresenta un danno enorme. Il problema é che forse in Ticino bisogna rendersi conto che non siamo in grado con le nostre forze di affrontare lavori come quello per la VF International di Stabio" ha dichiarato Quadroni.

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