I socialist: "Finalmente si parlerà davanti a un giudice dei toni del dibattito politico". Le reazioni di Bignasca e Quadri

BELLINZONA – È uno degli episodi che più hanno infiammato lo scontro tra la Lega e il partito socialista. Parliamo delle 10 domande a Boris Bignasca pubblicate dal settimanale socialista Confronti. Domande con pesanti riferimenti alla vita privata del direttore del Mattinonline, in particolare chiamando in causa la madre.
E le fiamme, che parevano essersi spente, sono improvvisamente rinvigorite e adesso toccherà domarle a un giudice in un processo. Il partito socialista, infatti, annuncia che Marco Cagnotti, direttore di Confronti, ha deciso di opporsi al decreto d'accusa della procuratrice pubblica Chiara Borelli, emesso dopo la denuncia inoltrata a suo tempo da Bignasca. Quindi si andrà a processo.
Ma non è tutto qui. L’aspetto politico più rilevante riguarda la presa di posizione del PS che, citiamo da una nota firmata dal presidente Saverio Lurati, “sostiene la scelta di portare davanti al giudice la questione delle regole vigenti in questo Cantone a proposito dei toni del dibattito politico. La giustizia fisserà ora i tempi del dibattimento, al quale find’ora il PS invita la stampa a voler partecipare”. La reazione di Boris Bignasca “Non so se andrò al dibattimento. Probabilmente ci andrà solo il mio avvocato. Non ho tempo da perdere con queste cose. Preferisco occuparmi sul Mattinonline di sprechi nell’amministrazione pubblica e di frontalierato selvaggio”. È la reazione a caldo di Boris Bignasca. “Mi spiace – aggiunge - di intasare la Magistratura con queste questioni. Ma quelli del Partito dei moralisti, sono i primi a intasarla con denunce contro i loro ‘nemici’, denunce che quasi sempre si rivelano buchi nell’acqua. Quindi, d’ora in poi faremo lo stesso anche noi”. Tornando all’articolo incriminato di Confronti, Boris Bignasca ribadisce: “È stato un attacco vergognoso verso di me e mia madre, un attacco che non c’entra nulla con la politica e, dopo la condanna nei confronti del giornale ufficiale del Partito socialista, i moralisti dovrebbero smettere di ergersi sul piedistallo. È già strano che il decreto d’accusa riconosca il reato di mancato controllo su una pubblicazione lesiva dell’onore, e non la diffamazione e l’ingiuria. Non so ancora chi sia stato l’autore materiale dell’articolo e vorrei tanto saperlo”. La reazione di Lorenzo Quadri