Un'indagine congiunturale condotta per la prima volta nel settore bancario ticinese dall'Ustat fa emergere un cauto ottimismo per l'andamento degli affari

BELLINZONA - Cosa succede dietro le quinte del mondo bancario ticinese? Domanda alla quale spesso è difficile rispondere perché le informazioni scarseggiano. Ed è per rispondere a questa mancanza che l'Ufficio di statistica (Ustat) e l'Associazione bancaria ticinese (ABT) hanno deciso di avviare anche in Ticino un'indagine congiunturale, su modello di quelle già effettuate nelle piazze di Zurigo e Ginevra, da integrare nel dettaglio delle analisi effettuate per altri settori dall'Ustat. Ebbene, dai risultati della prima indagine emergono dati incoraggianti per la piazza finanziaria ticinese grazie al contributo della clientela nazionale.
"Nel corso del terzo trimestre dell’anno la dinamica del settore bancario ticinese riacquista vivacità. Dopo due periodi di sostanziale stabilità - si legge nel notiziario statistico pubblicato oggi - l’andamento degli affari migliora rispetto al trimestre precedente sospinto della domanda di prestazioni, in aumento secondo il 45% degli istituti (in calo per il 2%). Segnali incoraggianti avvertiti pure dalla crescita del volume di capitali gestiti, decantata dal 52% degli intervistati (al cospetto della flessione accusata dal 4%), e dall’aumento dei volumi di transazioni sui titoli per conto della clientela e di crediti accordati".
Secondo l'indagine congiunturale svolta dall'Ustat: "I ricavi d’esercizio aumentano secondo il 62% degli interpellati (in flessione per il 2%), le spese d’esercizio diminuiscono a detta del 39% degli intervistati (aumentano per il 22%), e complessivamente migliora (sempre su base trimestrale) anche il risultato d’esercizio dalle operazioni su commissione. Inoltre, la situazione reddituale ritrova stabilità (su base trimestrale) interrompendo la scia di esiti negativi denunciati nei periodi precedenti".
Sempre dallo studio emerge un moderato ottimismo per l'andamento degli affari. "Parallelamente, sul fronte dell’impiego le fluttuazioni trimestrali avvertite dalla metà delle banche interpellate (un quarto segnala un aumento e un quarto una contrazione) inducono 9 intervistati su 10 a giudicare adeguato il numero di occupati a ottobre - scrive l'Ustat -. In tale contesto la situazione degli affari è giudicata buona dal 13% dei rispondenti, né buona né cattiva dall’87%, mentre nessuno la giudica cattiva. Dalle prospettive diffuse dagli operatori traspare un sentimento di pacato ottimismo. A tre mesi si delinea, a fronte di un tenue rialzo della domanda di prestazioni e di livelli di ricavi inalterati, una crescita delle spese d’esercizio e una lieve riduzione dell’impiego. A sei mesi l’andamento degli affari dovrebbe comunque migliorare. Tipologia di clientela La maggior dinamicità del settore è da imputare alla buona rispondenza della clientela confederata che riesce, in questo periodo, ad anestetizzare parzialmente i colpi inferti dalla flessione (trimestrale) della domanda di prestazioni proveniente dalla clientela estera accusata dal 28% degli istituti (al cospetto dell’aumento ravvisato dal 12%). Per quanto concerne il mercato interno, è la clientela privata che ossigena il settore, con l’aumento della domanda di prestazioni avvertito dal 59% degli interpellati (a fronte di un calo riscontrato nel 2% dei casi). Per contro, risulta globalmente stabile la domanda di prestazioni imputabile alle imprese elvetiche, la cui solvibilità peggiora a detta del 14% dei questionati. Circostanze tali per cui la situazione degli affari di ottobre relativa all’insieme della clientela svizzera (privati e imprese) è giudicata buona dal 37% degli operatori, né buona né cattiva dal 63%, mentre nessuno la ritiene cattiva. In prospettiva gli operatori si attendono per i prossimi tre mesi una domanda di prestazioni della clientela nazionale (in particolare privata) in aumento, mentre ancora una flessione per quella in provenienza dall’estero".
Anche nelle altre due piazze finanziarie elvetiche la situazione fa intravvedere spiragli di miglioramento per gli affari, ma si segnale anche incertezza per il livello occupazionale, si legge nel notiziario statistico. "A sei mesi l’andamento degli affari con la clientela indigena dovrebbe migliorare, mentre peggiorare quello relativo ai clienti esteri. Gli stessi miglioramenti sono avvertiti pure sul fronte dell’andamento degli affari delle due principali piazze finanziarie elvetiche. Sul versante zurighese, a fronte di un aumento della domanda da parte della clientela privata svizzera, si rileva la continua flessione di quella estera. Il livello occupazionale, in calo trimestrale, a ottobre è giudicato ad un livello adeguato, mentre la situazione reddituale seguita a deteriorare. Il giudizio complessivo circa la situazione degli affari è positivo. Pure i dati relativi alla piazza ginevrina s’intingono di un lieve aumento della domanda della clientela svizzera, risulta per contro stabile quella estera. Anche qui l’impiego è in flessione, così come seguita a peggiorare la situazione reddituale degli istituti sondati. In questo caso però i pareri circa la situazione degli affari volgono verso un giudizio negativo. Le prospettive espresse dagli operatori indicano a tre mesi possibili nuovi correttivi sui livelli d’impiego in ambedue i poli, una domanda di prestazioni stabile a Ginevra e in aumento a Zurigo; a sei mesi per entrambe le piazze si delinea un miglioramento degli affari".
Per il direttore dell'ABT Franco Citterio "Trattandosi di un’indagine di tipo qualitativo, riferita a numerosi fattori (costi, ricavi, occupazione, domanda e offerta di prestazioni ecc.) e soggetta al giudizio soggettivo dei singoli responsabili dei vari istituti bancari interpellati, i risultati saranno sempre da analizzare e interpretare con la dovuta cautela. Per quel che riguarda il periodo in esame rilevo che questi risultati s’inquadrano in un periodo particolarmente delicato per il settore finanziario svizzero, che ancora porta i segni della recente crisi finanziaria e attende l’esito degli accordi fiscali internazionali - sostiene il direttore dell'ABT Franco Citterio che aggiunge - "Se s’intravedono alcuni miglioramenti sul fronte della clientela svizzera, le prospettive che riguardano la clientela estera rimangono molto più difficili".
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