In una lettera a Il Caffé un gruppo di agenti della Cantonale denuncia l'abbandono delle autorità e l'aumento dei pericoli per a loro sicurezza. E minacciano di non intervenire più sul terreno

BELLINZONA - "Questa lettera non è uno sfogo ma ha lo scopo di far conoscere il lato oscuro della nostra società". Inizia così la lettera di "un gruppo di poliziotti della Cantonale" (così si firmano) inviata e pubblicata dal domenicale Il Caffé. Una missiva piena di rabbia nella quale gli agenti non solo denunciano i pericoli ai quali sono esposti ogni giorno ma anche l'abbandono delle autorità politiche, e talvolta i tentativi di insabbiamento da parte della polizia stessa.
Un lato oscuro della società "che ormai le autorità cercano di tenere nascosto - scrivono i poliziotti - Forse perché altrimenti sarebbe un'ammissione di colpa da parte di coloro che hanno votato per le frontiere aperte". Un giudizio pesante che prende spunto da fatti concreti.
"Per raccontare questa realtà prendiamo spunto da quanto successo domenica 16 dicembre a Pollegio ai danni di un collega agente della Cantonale. Un episodio che purtroppo non è l'unico (molti sono tenuti nascosti) e sicuramente non sarà nemmeno l'ultimo. Tutto accade mentre, nonostante la palese pericolosità di alcuni interventi, ci sono ufficiali di polizia che si permettono di far ritirare delle denunce inoltrate da agenti nei confronti dei fermati, o che addirittura arrivano al Ministero pubblico dopo oltre un anno".
In riferimento al fatto di Pollegio gli agenti ricordano che un agente è stato ferito con un coltello butterfly nel corso di un inseguimento con un ladro il quale è stato fermato, denunciato e arrestato. Gli accertamenti hanno quindi permesso di sapere che l'uomo era già conosciuto alle autorità. "Si tratta di un richiedente l'asilo nordafricano che da oltre un anno commette tranquillamente furti nel nostro cantone: furti, violenza sessuale, risse" scrivono i poliziotti che aggiungono "qualche mese fs aveva commesso decine di furti in Riviera, Leventina e Valle di Blenio, dove addirittura una sera era stato inseguito da alcuni cittadini di Olivone. Alcune settimane dopo era stato fermato e come "premio" per quanto già fatto invece di espellerlo è stato spostato a Gordola".
Gli agenti quindi legano l'aumento dei furti a Grodola, e ancora in Leventina e Valle di Blenio con la presenza del richiedente l'asilo che fa avanti e indietro dal carcere.
Scrivono: "Quasi quotidianamente ci troviamo confrontati con casi del genere, con personaggi che girano indisturbati per locali, discoteche o manifestazioni internazionali come il Festival del film o Locarno OnIce. E stanamente quando ci sono loro ci sono sempre un sacco di furti e borseggi. Se non sono richiedenti l'asilo, sono comunque stranieri che entrano nel nostro territorio unicamente per delinquere. La percentuale è altissima: riguarda il 70-80% degli interventi".
"Quando vengono fermate queste persone noi agenti passiamo ore a riempire scartoffie. Sì perché il nuovo codice di procedura penale è qualcosa di inimmaginabile- si legge nella lettera - E una volta terminata la procedura possiamo al massimo facendo le giuste preghiere sgridare verbalmente queste persone. Altrimenti i procuratori pubblici ec i superiori aprono un procedimento penae e amministrativo. Perché loro non sanno lo schifo che gira nelle città e nelle varie stazioni".
Poi un'altra bordata contro Luigi Pedrazzini e l'ex comandante della Polizia: "Ma possiamo solo mettere pezze ai disastri combinati da chi dirigeva il Dipartimento delle istituzioni prima di Norman Gobbi e dall'ex comandante Romano Piazzini. Non ci volevano degli scienziati per capire che chiudendo i posti di Gendarmeria ed aprendo i confini si sarebbe arrivati a questo".
In conclusione i poliziotti firmatari della lettera avvertono: "Dobbiamo essere tutelati se vogliamo migliorare lo stato di sicurezza del nostro cantone. Se vogliamo mandare tranquillamente i nostri bambini da soli, servono provvedimenti urgenti. Altrimenti, è solo questione di tempo, molti di noi inizieranno a girare alla larga da contesti a rischio e vi lasciamo quindi immaginare i problemi che potrebbero crearsi".