CRONACA
"Il ristorante del Generoso resti chiuso fino a che..."
I Verdi presentano un'istanza d'intervento al Consiglio di Stato, presentando nove punti per sanare la situazione

BELLINZONA – Non si placa la polemica sulla vetta del Monte Generoso. I Verdi tornano all’attacco su quello che definiscono il “grave inquinamento chimico e batteriologico del sistema idrico sotterraneo causato dagli scarichi provenienti dal Ristorante Vetta”. Un inquinamento, ricordiamo, che Cantone e Consiglio di Stato negano.

Dopo la conferenza stampa di denuncia, due interrogazioni, e, l’istanza al Ministero Pubblico, chiedono l’intervento del Governo. Lo fanno con un’istanza d’intervento racchiusa in nove punto.

La premessa

“Già nel 2004 – scrivono i Verdi al Consiglio di Stato - una relazione tecnica commissionata dal Cantone nell’ambito del PUC Monte Generoso segnalava il problema di forte presenza di batteri fecali accompagnata da presenza di nitrati, ritenuti di «origine an-tropogenica, collegabile dunque ad apporti di acque di scarico che raggiungono l’acquifero. Inoltre l’elenco di potenziali fonti inquinanti si è allungato. E poi ci sono gli studi eseguiti dalla SUPSI (2004) e dal Laboratorio di Ricerca Sotter-ranea Monte Generoso (2010) che evidenziano l’esistenza di una rete sotterranea molto complessa e un passaggio veloce e diretto dell’acqua immessa nelle grotte del Monte Generoso verso le numerose sorgenti utilizzate per l’approvvigionamento idrico dei co-muni di Arogno, Rovio, Melano, Maroggia, Capolago, Mendrisio, Castel San Pietro, Breggia e gli altri abitati della Valle di Muggio” 

Nove richieste al Consiglio di Stato

1. Non autorizzare l’apertura del ristorante Vetta fino a quando non sarà trovata una soluzione sicura e duratura per le acque reflue (ad esempio: trasporto a valle mediante condotto a vagone cisterna; oppure potabilizzazione delle acque reflue mediante rinnovo totale dell’impianto e aggiunta trattamento con carbone attivo);

2. Attualizzare l’elenco di tutte le situazioni potenzialmente a rischio presenti sul Monte Generoso entro il 1 marzo 2013;

3. Verificare la tenuta stagna delle canalizzazioni e riparare eventuali perdite entro la fine del 2013;

4. Controllare ripetutamente e senza preavviso il funzionamento di tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue presenti sul Monte Generoso (si veda elenco punto 1) me- diante analisi chimiche e batteriologiche;

5. Sanare entro fine 2015 tutte le situazioni non conformi mediante allacciamento alla ca- nalizzazione e adeguamento dell’impianto;

6. Mettere in atto, con i comuni del comprensorio, un piano di controlli senza preavviso di tutti gli impianti del comprensorio e dello stato delle canalizzazioni, da mettere in atto entro l’ 1 gennaio 2014;

7. Metter in atto un piano di monitoraggio intensivo di tutte le sorgenti captate per uso potabile per gli anni 2013 e 2014. In base ai riscontri prendere le misure previste dalla legge.

8. Rivedere le zone di protezione delle sorgenti, alla luce dello stretto legame tra acque immesse nelle grotte e sorgenti sfruttate per l’approvvigionamento idrico. Valutare se estendere a tutto il comparto del PUC Monte Generoso il grado di protezione S1.

9. Presentare un rapporto semestrale sulla situazione al Gran consiglio e ai comuni interessati da sorgenti legate al Monte Generoso, fino a risanamento avvenuto di tutte le situa- zioni non conformi.

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