CRONACA
Pasi: "Più attenzione e più uomini per combattere le mafie"
II procuratore federale: "Più polizia giudiziaria e meno disinteresse: così potremo essere più efficaci"
LUGANO – Per combattere le mafie serve prima di tutto interesse, attenzione. Saper cogliere i segnali e mettere a disposizione di magistratura e polizia i mezzi necessari per contrastarle. Nelle ultime settimane in Ticino il tema della criminalità organizzata è finito al centro dei riflettori. Prima con la maxi retata anti ‘ndrangheta: uno dei protagonisti dell’inchiesta viveva a Lugano. Poi con la spartizione tra Italia e Svizzera del tesoretto della Camorra. Vicenda quest’ultima che ha portato alla luce alcune debolezze del codice penale svizzero in materia di sequestri di denaro.

Oggi, in una lunga intervista al Corriere del Ticino, il procuratore federale Pierluigi Pasi, responsabile della sezione ticinese, fa il punto della situazione ed esprime una preoccupazione: “Ciò che io temo di più è il disinteresse. In particolare verso i campanelli d'allarme che l'Ufficio federale di polizia - fedpol - ha voluto suonare negli scorsi anni con i suoi rapporti sulla criminalità in Svizzera, da ultimo in quello del giugno scorso: principalmente in tema di crimine organizzato, di origine italiana e pure dell'Europa dell'Est, e di riciclaggio. Ma anche verso alcuni fatti di cronaca che si sono registrati negli ultimi tempi nelle regioni italiane a confine con il nostro Paese, che potrebbero confermare quanto appunto gli esperti da tempo tendono ad evidenziare”. 

Pasi sottolinea tuttavia che “l'interesse verso certi fenomeni fortunatamente sta un po' aumentando, c’è la volontà di continuare ad occuparsi anche di queste problematiche e di fare sì che la situazione possa continuare ad essere tenuta sotto controllo, perché non si vada incontro ad una ulteriore degenerazione”. 

Ma per continuare a farlo e a farlo bene, spiega il procuratore al CdT “indubbiamente servono maggiori risorse di polizia giudiziaria, questo perlomeno è il mio parere. Con maggiori risorse le indagini potrebbero talvolta durare di meno, in certi casi le potremmo salvare dalla prescrizione e forse potremmo occuparci di più casi; insomma potremmo essere più efficaci”.

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