L'ex procuratore generale torna alla ribalta con A Prua, un progetto che punta sulle emozioni e sulla condivisione delle esperienze di vita

di Marco Bazzi
LUGANO – Poteva tornare a fare l’avvocato, o trovare qualche altra sistemazione nello Stato, poteva fare il consulente giuridico… Invece, dopo aver lasciato nel 2010 la carica di Procuratore generale, Bruno Balestra ha deciso di reinventarsi. Ha seguito un master in neuro-semantica, ha messo in piedi un progetto con l’ex pubblico ministero di Mani Pulite Gherardo Colombo, ha girato l’Italia per portare un messaggio nelle scuole e nei comuni: un nuovo concetto di responsabilità. “Non intesa, riduttivamente, come colpa – dice Balestra -. Ma nel suo significato originario di ‘abilità a rispondere’. A rispondere a che cosa? Alle domande che la vita ci pone”.
Ora, l’ex procuratore generale, torna a far parlare di sé, con un’associazione, A Prua, che richiama la metafora della navigazione ed è l’acronimo di Associazione per una responsabilità umana in azione (www.aprua.net). Un’associazione italo-svizzera che verrà ufficialmente presentata giovedì 31 gennaio alle 20,30 alla sale dei congressi di Muralto. Nella sua nota biografica sul sito di A Prua, Balestra scrive di sé: “Ho cercato giudizi giusti in nome di tante idee, difficili da coniugare con la verità del cuore di ognuno, troppo dimenticata nella regolamentazione di diritti e doveri”.
Tutti noi, dice Bruno Balestra, “siamo condizionati dai nostri obiettivi professionali e individuali. Dobbiamo dunque trovare dei luoghi comuni di incontro e di scambio di esperienze. Dobbiamo riuscire a riscoprire le emozioni, che non si controllano reprimendole ma conoscendole”.
Emozioni in primo piano, dunque, in un progetto che lo stesso ex magistrato definisce ambizioso ma più semplice di quanto possa sembrare. Obiettivo: “Portare un punto di vista comune fondato sulla responsabilità anziché sul giudizio. Ognuno attraverso il filtro del proprio percorso di vita. Con me ci sono medici, analisti, insegnanti, economisti. Vorremmo proporre un approccio sociale, anziché soltanto individuale, al tema centrale della responsabilità. Che non deve dipendere da regole e relative punizioni, ma dalla volontà di creare una vita e una società migliori per tutti”.
Utopia? Teoria? Sicuramente nel progetto di Bruno Balestra c’è molto sogno, c’è molta visione e molta speranza. Ma anche concretezza. E attorno ad A Prua c’è una rete: c'è 'Sulle Regole', per esempio, l’associazione fondata da Gherardo Colombo. “L’ho conosciuto alcuni anni fa a Milano – racconta Balestra -, alla presentazione di un libro di Mario Capanna, il leader del Sessantotto italiano”.
E c’è 'Corda Tesa', l’associazione fondata dall’alpinista ticinese Roberto Alberio, che ha abbandonato la carriera bancaria per dedicarsi alla montagna. Anche le escursioni sui ghiacciai fanno parte dell’idea di Balestra: confrontarsi sulla responsabilità condividendo emozionanti esperienze di vita. Non solo teoria, dunque.