EVENTI, CULTURA, TERRITORIO
Marcinelle, settant’anni dopo: al LAC va in scena “La catastròfa”
Il 15 settembre il Piccolo Teatro di Milano porta a Lugano l’oratorio civile tratto dal romanzo-verità di Paolo Di Stefano. Sul palco le voci dei minatori, dei sopravvissuti e delle famiglie travolte dalla tragedia del 1956

LUGANO - Settant’anni dopo, Marcinelle continua a interrogare la memoria europea. Non soltanto per la dimensione della tragedia, ma per ciò che quella vicenda racconta ancora oggi di emigrazione, lavoro, sfruttamento e dignità.

A riportare quelle voci sul palco sarà La catastròfa, in scena martedì 15 settembre alle 20 nella Sala Teatro del LAC di Lugano. Lo spettacolo, tratto dal romanzo-verità di Paolo Di Stefano, è una produzione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, con la regia di Riccardo Frati.

La drammaturgia è firmata dallo stesso Di Stefano insieme a Etta Scollo e Leonardo De Colle. Le musiche e le canzoni sono composte ed eseguite da Scollo, mentre De Colle dà voce al racconto.

Al centro c’è una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana. La mattina dell’8 agosto 1956, nel pozzo del Bois du Cazier, nel distretto minerario di Charleroi, un incendio divampato a quasi mille metri di profondità provocò la morte di 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani.

Lo spettacolo ricostruisce quella vicenda intrecciando memoria e documentazione. Alle testimonianze di sopravvissuti, soccorritori, vedove e orfani si affiancano gli atti processuali e gli interrogatori, componendo un racconto corale che non si limita alla cronaca dell’incidente ma torna alle condizioni che avevano portato migliaia di italiani nelle miniere belghe.

Dieci anni prima della tragedia, nel 1946, il governo italiano guidato da Alcide De Gasperi aveva infatti siglato con il Belgio un accordo che prevedeva l’invio di 50 mila lavoratori italiani nelle miniere in cambio di carbone. Un’intesa nata per rispondere contemporaneamente alla necessità belga di manodopera e alla disoccupazione italiana del dopoguerra.

I lavoratori partivano da tutta Italia, venivano sottoposti alle visite mediche a Milano e quindi inviati in Belgio, dove spesso si trovavano a scendere in miniera con una preparazione minima e in condizioni lontane dalle promesse iniziali.

È proprio questo intreccio tra tragedia individuale e responsabilità collettiva a dare forza a La catastròfa: una narrazione che attraversa il passato, ma parla anche al presente.

Sul palco, oltre a Leonardo De Colle ed Etta Scollo, ci saranno Paolo Camporesi alla fisarmonica, Davide Lucio Cervi al violoncello e un coro di undici elementi, in collaborazione con Cori Lombardia APS.

Lo spettacolo è a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria sul sito del LAC.

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